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Crisi olio Calabria 2026: i motivi dell’allarme lanciato dalle cooperative

Tutte le richieste del comparto olivicolo per superare il momento critico e proteggere il Made in Calabria.

La crisi del comparto olivicolo entra in una fase sempre più delicata. A lanciare l’allarme sono i presidenti delle principali cooperative olivicole calabresi aderenti a Italia Olivicola, riunitisi nelle scorse ore per affrontare l’emergenza che sta colpendo il settore dell’olio extravergine di oliva.

L’incontro, avvenuto all’indomani delle iniziative già promosse in Puglia, ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle realtà cooperative più importanti della Calabria olivicola:

  • Luigi Canino, presidente di Apounasco e vicepresidente vicario di Italia Olivicola;
  • Saverio Caliò, presidente di Olica;
  • Saverio Raso, presidente di A.CO.PR.OL. Scarl;
  • Gaetano Federico, presidente del Consorzio Volontario Olivicoltori;
  • Ignazio Spadafora, vicepresidente di A.O.C. Società Cooperativa Agricola;
  • Giuseppe Chiappetta, presidente di OP Calabria Olivicola.

Le cooperative Apounasco, Olica, A.CO.PR.OL., CVO, A.O.C. e Calabria Olivicola, oggi unite in una posizione condivisa, rappresentano oltre 8.000 aziende olivicole tra le più rappresentative dell’intero territorio calabrese, dando voce alle difficoltà che migliaia di produttori stanno affrontando quotidianamente. Nel corso della riunione è emersa forte preoccupazione per il rallentamento delle vendite dell’olio italiano e per l’aumento dei costi di produzione che sta mettendo in seria difficoltà le aziende agricole del territorio. Secondo quanto evidenziato dai rappresentanti del comparto, la filiera olivicola sta subendo le conseguenze di una crisi internazionale sempre più complessa: dalla guerra in Ucraina all’aumento dei costi energetici e delle materie prime, fino alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e alle criticità legate al traffico navale nello Stretto di Hormuz, fattori che stanno incidendo pesantemente sui costi di produzione, trasporto e commercializzazione. I presidenti hanno ribadito la necessità di difendere il valore dell’olio extravergine italiano e di tutelare il reddito degli olivicoltori, sottolineando il rischio concreto dell’abbandono degli oliveti e della perdita di un patrimonio economico, sociale e ambientale fondamentale per la Calabria.

Le cooperative evidenziano inoltre come l’attuale crisi del comparto rischi di compromettere gli obiettivi strategici del Piano Olivicolo Calabrese, mettendo in difficoltà gli investimenti programmati, la competitività delle imprese e il percorso di valorizzazione dell’intera filiera regionale.

Per questo motivo le cooperative chiedono:

  • il riconoscimento dello stato emergenziale di crisi del settore olivicolo;
  • misure straordinarie a sostegno delle aziende agricole;
  • interventi urgenti per contrastare il crollo delle vendite dell’olio italiano;
  • aiuti concreti per fronteggiare l’aumento dei costi di produzione;
  • strumenti efficaci a tutela del reddito degli agricoltori;
  • la rimodulazione pluriennale degli impegni finanziari relativi a prestiti e mutui contratti dalle aziende olivicole con gli istituti bancari, al fine di consentire maggiore sostenibilità economica alle imprese agricole del comparto;
  • il rilancio dell’Consorzio di Tutela e Valorizzazione Olio di Calabria IGP e della certificazione IGP Olio di Calabria, quale elemento identitario fondamentale della produzione olivicola regionale e strumento strategico per la valorizzazione dell’olio extravergine calabrese sui mercati nazionali e internazionali.

Le cooperative chiedono inoltre l’apertura urgente di un tavolo istituzionale con l’assessore regionale all’Agricoltura della Calabria, Gianluca Gallo, da convocare prima del 28 maggio, data nella quale è già previsto un incontro con il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra. Secondo i rappresentanti delle cooperative, arrivare a quell’appuntamento con una posizione condivisa tra Regione e comparto produttivo è fondamentale per portare ai tavoli nazionali le reali esigenze dell’olivicoltura calabrese.

“Non possiamo più aspettare – dichiarano i rappresentanti del comparto –. L’olivicoltura calabrese sta vivendo una delle crisi più difficili degli ultimi decenni. Servono interventi immediati per salvaguardare le aziende agricole, i produttori e l’intera filiera dell’olio extravergine di oliva made in Italy”.

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