La consigliera regionale si schiera al fianco delle associazioni dei cavatori. Presentata una proposta per snellire l’iter delle autorizzazioni, salvaguardare la biodiversità e incrementare l’indotto turistico ed enogastronomico nei boschi calabresi.
«Seduti sopra una miniera d’oro con il dovere di tutelarla e valorizzarla. La Calabria è la regione più ricca di tartufi in quantità e varietà del Mezzogiorno, e questa risorsa deve diventare volano per l’economia».
«Non solo Piemonte, Toscana o Umbria, da qualche anno la Calabria si è scoperta terra di tartufi, o meglio, ha iniziato a guardare bene nel sottosuolo scoprendo di avere ben 8 qualità di tartufo commestibile. Da tempo appassionati e associazioni di categoria si sono addentrati in questo ambiente che unisce natura, rispetto del territorio ed enogastronomia».
«La creazione di una filiera solida attorno a questo prezioso fungo sotterraneo può dare vita ad un indotto capace di generare economia ma anche attività che possano far pensare ai nostri giovani di rimanere in Calabria. Attorno ai tartufi gira un mondo fatto di turismo legato a sagre, manifestazioni culinarie, escursioni nei boschi fino a vere e proprie esperienze attraverso tour del tartufo in cui, grazie al lavoro di veri tartufai in possesso di regolare licenza, è possibile provare in prima persona l’esperienza indimenticabile della cerca del tartufo».
«La buona politica ha il dovere di intercettare la domanda dei cittadini e di saper generare opportunità, lavoro ed economia attraverso le ricchezze della propria regione. Per questo in Commissione Agricoltura, dopo un fitto scambio con le associazioni di tartufai che hanno chiesto il mio sostegno per rafforzare e sburocratizzare il settore, abbiamo presentato degli emendamenti alla proposta di legge che intende apportare delle modifiche alla legge regionale del 2001 che disciplina la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei ed ipogei. La direzione è quella dello snellimento delle procedure per il rinnovo delle licenze e per la segnalazione delle uscite per la cerca dei tartufi nonché la revisione di alcune limitazioni troppo stringenti che metterebbero la Calabria in condizioni di svantaggio rispetto ad altre regioni».

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