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Crolli a Cosenza vecchia, Occhiuto_ _Iniziati lavori per demolire rudere a Santa Lucia_

Crolli a Cosenza vecchia, Occhiuto: “Iniziati lavori per demolire rudere a Santa Lucia”

Con un post su Facebook il sindaco Occhiuto comunica l’inizio dei lavori di demolizione di un rudere che costituiva un pericolo alle persone a seguito degli ultimi crolli avvenuti nelle scorse settimane a Cosenza Vecchia.

Così il sindaco Mario Occhiuto: “Il rudere a rischio crollo non solo costituiva un pericolo per l’incolumità delle persone ma, tra l’altro, ostruiva una via di fuga. Continueremo poi le demolizioni di un altro rudere a rischio crollo che è sulla stessa piazza (a Cosenza Vecchia ndr).
demolizione del rudere a Cosenza Vecchia
demolizione del rudere a Cosenza Vecchia

La Soprintendenza questa volta ha concordato con noi sulla necessità e urgenza delle demolizioni mentre in precedenza si era sempre opposta a questo tipo di interventi a causa della presenza di un funzionario delegato alla tutela del centro storico che (oggi non c’è più e) ostacolava, e di fatto bloccava, l’avvio di ogni iniziativa.

Ricordo che in passato, per iniziative simili, sono stato denunciato ed è stata montata una violenta campagna denigratoria attraverso l’uso di articoli di stampa e blog.

Io sono un architetto che ha una grande esperienza anche nel settore dei beni culturali: sono stato per molti anni addirittura membro per chiara fama del Consiglio Nazionale dei beni culturali e del Comitato per i beni architettonici e il paesaggio.

Inutile dire che ho molto a cuore la conservazione dei beni culturali. E proprio per questo ritengo che le demolizioni siano necessarie ma esclusivamente se finalizzate alla tutela e alla valorizzazione (culturale e sociale) dei luoghi. In altre parole si può demolire solo quando non c’è alcun interesse artistico e architettonico, e se è necessario per la sicurezza delle persone o utile a preservare la vita nei luoghi.
In definitiva io credo che per conservare i centri storici sia necessario andare oltre il concetto di “tutela passiva”. E fare riferimento a quello che oggi si può definire “tutela attiva”, altrimenti -se non si interviene per preservare la vita- con il tempo non resterà più nulla neanche da poter recuperare”.
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