Ho sempre preferito viaggiare in treno: negli anni universitari prendevo il treno per dirigermi ogni volta verso mete diverse. Il treno, in quegli anni, non era solo un mezzo di locomozione comodo rispetto ai vari bus interregionali, ma era uno strumento con cui andavi a interagire con varie persone seppur per la durata del viaggio. In treno ho conosciuto persone con cui ancora oggi ho rapporti amichevoli.
Il treno ti permetteva di alzarti in piedi, prendere il caffè al vagone ristorante, fumarti una sigaretta e dormire in cuccetta quando si affrontavano viaggi notturni. Da un certo punto in poi ho smesso di viaggiare in treno: condizioni igieniche pessime, pochissimi collegamenti e servizio qualitativamente basso. Tra l’altro sempre meno frequentemente incontravi gente con cui relazionarti.

L’incidente ferroviario avvenuto tra Corato e Andria mette a nudo due Italia: una ad alta velocità e pluribinariata, l’altra in cui si muovono lungo un unico binario delle vere e proprie diligenze che quotidianamente rischiano di collidere fra loro… non avviene grazie a un assurdo gioco di comunicazioni e permessi in base al quale un treno aspetta che l’altro treno viaggiante in direzione contraria arrivi in un impianto ferroviario per poter far partire l’altro. Quando questo gioco di alt, di semafori verdi che diventano gialli dopo che il treno è partito, di casellanti che non esistono più e che in molte occasioni hanno sventato delle vere e proprie stragi, si inceppa succede quello che è successo. Morti che sarebbero potuti essere molti di più se si pensa che le scuole sono chiuse e quei treni sono mezzi con cui gli studenti si spostano.
Trenitalia investe sulla rete ferrata quasi esclusivamente al Nord… Treni ad alta velocità, qualità eccelsa, prezzi proibitivi… prezzi accessibili per gli imprenditori a capo di quelle fabbriche che ogni mattina si riempiono di pendolari costretti a viaggiare come sardine racchiuse in una lattina.
La Calabria è stata negli anni teatro di vari incidenti: a Crotone e a Curinga… episodi accaduti anni fa che avrebbero dovuto far pensare a potenziare le strutture… In tutti questi anni c’è stato il dissesto più totale. Tratte storiche come Crotone-Milano i collegamenti di Sibari a Reggio Calabria cancellate. Impianti ferroviari chiusi insieme alle piccole attività di ristorazione che sorgevano intorno a essi.
Puntualmente come quando capitano queste stragi si scatena la corsa tra i politici a chi spara la baggianata più assurda… sfoggiano il loro freddo campionario di frasi prestampate. Hanno un manuale: “La frase più adatta per ogni tragedia” con vari capitoli in base alla natura dell’avvenimento. “Occorre fare chiarezza” , ” Chi ha delle responsabilità deve pagare” , “Chi rompe paga e i cocci sono suoi” , “istituiremo una commissione parlamentare…”. Credo che in Italia ci siano più commissioni parlamentari che chilometri di binari sicuri.
Voglio chiudere con una frase che sta facendo il giro nei vari social e non voglio aggiungere alcun commento personale sull’autore: qualunque maledizione e/o offesa nei riguardi di questo pseudo-individuo migliorerebbe il suo status: «20 terroni deceduti e circa 35 feriti gravi. Questa è la grande notizia che ho appena sentito. 20 morti non sono tanti, ma è pur sempre meglio di niente. Che Dio benedica i malfunzionamenti e i disagi che affliggono sempre più la terronia».
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