Di Erminia Barca
L’evento che si è svolto il 13 Dicembre,appena trascorso, nella magione artistica ART HOUSE di Assunta Mollo in Località Macchia di Spezzano Piccolo, ora Casali del Manco, è voluto essere un “Viaggio Letterario Pittorico”, condotto dalla scrittrice Erminia Barca , sintetizzato dalla felice espressione “ Dalle Parole alle Immagini”.
Mai titolo è risultato più conforme alla sostanza. E’ un titolo evocativo di una sintesi tra due dimensioni quella letteraria e quella pittorica.
Mi piace descriverlo al presente, perché è un viaggio che ci porta a scoprire luoghi interiori di bellezza, paesaggi dell’anima e ci induce a rispondere ai tanti perché sulle nostre aspirazioni al vago, al sublime e alla ricerca di senso.
Partendo da questo assunto, “ Dalle parole alle Immagini,” la pittrice Assunta Mollo tenta di spiegare come sono nate le copertine, da lei create, dei libri pubblicati da rinomate case editrici dal 2018 fino ad oggi.
L’artista, alla domanda come sia nata quella copertina che riveste e dà visibilità al contenuto di una determinata opera letteraria, risponde : “ La copertina di un libro fonde due esigenze esiziali di trovare magistralmente la sintesi tra arte pittorica ed espressione letteraria. E’ fondamentalmente una relazione biunivoca, usando il linguaggio matematico.”
La copertina così ammanta di una bellezza esplicativa il contenuto di un’opera letteraria e la trasmette prepotentemente al lettore. E’ di fondamentale importanza.
Sta alla sensibilità artistica della pittrice trovare questa Sintesi, un connubio tra le due dimensioni artistiche.
La prima copertina è stata quella ,che ha presentato ad un numeroso pubblico di lettori, il libro di poesie : “ A qualche centimetro dal cuore”, di Annalina Paradiso, EdiBios, 2018.
Un pugno forte
Nello stomaco
Mi ha tolto completamente
Il fiato
Il dolore quello vero,
non ha bisogno dell’aria
del nostro pensiero
respira la sua e vive dentro
e si muove, lungo la strada
di un’ alta volontà;
e non ho idea
di dove mi stia portando
lo lascio fare
probabilmente conosce
il destino meglio di me,
sarà lui che mi porterà.
La copertina creata da Assunta Mollo, in un’alchimia di colori e di immagini di visi di donne, dà voce alla paura, stigmatizzato da un piccolo cuore rosso vivo posto in un cantuccio . L’anima viene fuori e vuole vincere la paura di chi vuole continuare ad amare e a credere, nonostante tutto.
La seconda copertina è quella di “ Ritratti in versi. Storie di medici e pazienti”, di Donatella De Buono, Luigi Pellegrini Editore ,2019. Raffigura la proiezione di “ Le donne in cammino”, un quadro corale che lascia spazio all’impegno attraversato da una costante forma di Amore. Le donne non saranno più sole, se sapranno coordinare i loro sforzi e comunicare la loro forma di impegno nella società per la difesa dei loro valori e l’affermazione di un percorso di emancipazione che le vede protagoniste:
Le Scarpe
Non posso camminare
Ma te lo voglio dire
Mi piacciono le tue scarpe da morire.
Un carico sfiorante
E in pochi giorni
Puoi andare con tua figlia a passeggiare.
Ma il pensiero delle scarpe ti è rimasto
E dopo qualche giorno le hai
Non dico uguali,
ma un po’ rassomiglianti.
Speriamo che ti portino lontano
Con leggerezza e senza faticare.
Sorridi con pazienza e mi domandi:
“ Cammino bene? Adesso posso andare?
“ Ma certo che si”
E sei già in strada.
Ed io resto a pensare
Se qualche volta non ho esagerato
Col plateau!”
” Ci accomunavano le reti e le stelle” ( Pensieri e parole di una comunità scolastica nel tempo del distanziamento sociale ),a cura di Rosita Paradiso e Alessandro Sebastiano Citro, 2020.
La copertina di questo libro, con i colori vivaci della libertà, del gioco, e della spensieratezza, rispecchia la voglia di una bambina, simbolo di un’infanzia, primigenia di uno stadio evolutivo dell’umanità, non più prigioniera, di voler evadere in libertà, di poter volare come le farfalle. Ad esprimersi è un’ intera comunità scolastica che nel periodo del Covid è costretta a vivere in una sorta di clausura , imposta per legge, e si ritrova a vivere il tempo scolastico , cadenzato da una didattica a distanza, e dalla vicinanza della sua Dirigente Scolastica . Emerge con forza la visione di una Scuola impegnata a garantire la fruizione del tempo scolastico ai suoi allievi, nonostante tutto. La missione educativa di una Scuola emerge e si rafforza nell’impegno costante della Dirigente Scolastica , dott.ssa Rosita Paradiso. Avvalendosi dei supporti tecnologici, ha cura di guidare la sua Comunità fatta di allievi e allieve, che pur nel disorientamento generale, sono rispondenti e creativi. Perciò, scrive ai suoi allievi lunghe lettere per tenerne in mano i fili della comunicazione. Gli allievi a loro volta scrivono e dialogano con un trasporto intellettivo ed emotivo non indifferente. Così facendo” Le lettere scritte “sono un vero e proprio archivio di emozioni e di pensieri in libertà. Molto interessanti per la ricchezza dei vissuti espressi e per la prepotente voglia di documentare un periodo così tremendo per la vita di tutti. E senza volerlo questi ragazzi e ragazze hanno scritto un dossier sulla loro condizione di vivere il loro tempo scolastico in un regime di alienante costrizione.
“ Il Teatro è vita “ ( Itinerari sperimentali. Associazione di Volontariato), a cura di Anna Maria Di Rosa, Ed.Erranti, 2020.
Alla domanda: “Come è nata l’idea di questa copertina?”, l’artista risponde: “Mi sono affacciata al mondo della disabilità per la prima volta. Questo approccio non mi ha lasciato indifferente perché sentivo di essere parte di loro e di volermi raccontare mettendo a nudo il nostro disagio esistenziale”.
Il destinatario o i destinatari sono i bambini, che rappresentano l’innocenza e la purezza dell’umanità nello stadio meno contaminato dai processi evolutivi.
La copertina rimanda ai tanti bambini che raccontano le loro prime esperienze con sincerità e con trasparenza i loro sogni e i loro sentimenti.
La pittrice Assunta Mollo documenta con le sue tele “il non detto”, quello che non si può esprimere a parole la lacerante condizione di sofferenza non gridata, ma vissuta ora dopo ora nel segreto della propria Anima. La corporeità è solo un riflesso di quello che si vive interiormente.
E quando sono i bambini a essere le vittime sacrificali di questo universo non è più tollerabile nessuna forma di dolore.
Così scrive l’ autrice Anna Maria Di Rosa: “Il teatro sperimentale del Novecento si è interrogato sulla funzione conoscitiva e spirituale del teatro, mettendo in primo piano l’importanza dell’esplorazione del sé e dell’altro, del viaggio verso l’alterità come possibilità di un accesso a un diverso stato di coscienza, esperienza di espansione-intensificazione della percezione e anche superamento dell’Io narcisistico in favore di un Sé che comprenda anche gli altri ed il mondo intero”
“ L’O.P. era diretto da Franco Basaglia, accanito promotore della legge 180 per la chiusura dei manicomi, legge poi promulgata nel maggio 1978.”
A Lui va il riconoscimento di tutta la società, che , ha intrapreso un cammino di libertà e di consapevole liberazione da tutte quelle forme di costrizione e di alienante mancanza di spazi liberi.
“ Adotta una storia”, a cura di Pierpaolo Lopreiato, ed.Progetto 2000, CS.
“ Gli studenti del Polo tecnico scientifico Brutium intervistano gli alunni immigrati del Centro Provinciale Istruzione Adulti”.
Le testimonianze riportate sono un dossier vivo sulla condizione di deportati, vissuta da giovani uomini e donne, anche bambini, che fuggono dai lager, messi in piedi nelle loro terre d’origine da gente spregiudicata e senza remore morali.
L’inferno denunciato parla di vessazioni, di violenze ,le più atroci, di morti annunciate.
La domanda all’artista Mollo: “La copertina di “ Adotta una Storia “ a quale avvenimento o accadimento umano e sociale si è ispirata? La sua risposta: “E’ una copertina rivoluzionaria nella sua essenza. E’ stata ispirata dalla tragedia del naufragio di Steccato di Cutro, avvenuta nella tremenda notte del 26.02.2022.
Vuole rappresentare e rappresenta soprattutto le donne e i bambini, vittime innocenti di un sistema di potere che fa leva sulla povera gente, speranzosa di trovare altrove una vita più dignitosa e si avventura su queste “ barche di fortuna”, veri e propri barconi stracolmi di gente, perfino neonati, alla ricerca della felicità. E trova invece morte e ancora sottomissione e sfruttamento”.
Forse è la copertina più toccante. Un dipinto corale. Una richiesta di aiuto che si evince dalle “mani alzate “.
“ Un manifesto vero e proprio della nostra epoca e del suo livello di disumanità raggiunto”
Ne sono espressione i volti senza occhi, nasi e labbra, delle donne e dei bambini. Volti anonimi e inquieti. Volti toccanti . Volti che formano un dipinto corale del “Quinto Stato”. Un’Umanità sacrificata e martoriata, vessata e deprivata dei diritti universali, inalienabili, deprivata di orizzonti conoscitivi e formativi.
“ Le ricette delle zie “ di Giulietta Civitelli, Ed. Erranti, 2018
Alla domanda: “Questo libro di ricette , piccolo ricettario di famiglia, nel Novecento calabrese, che cosa ha suscitato in te e perchè ti ha ispirato questa copertina?” La pittrice risponde: “La copertina è stata ispirata dalla visita, su invito di Giulietta Civitelli, del Palazzo di famiglia Cibo – Malaspina che si trova a Aiello Calabro”. E’ in questo Palazzo che vengono sperimentate in cucina le ricette antiche della casa. Sono dunque ricette di famiglia, raccolte in un’agenda di cucina dalla madre di Giulietta .
Esse raccontano le lunghe estati trascorse in paese ad Aiello Calabro, un borgo antico che si affaccia su un mare azzurro, addossato alla montagna. Le ricette sono altresì al loro interno rappresentate e illustrate in miniatura in alto a destra dalla matita di Lida Barazzuti. Molto belle ed esplicative.
“Ed è soprattutto a zia Titina, zia Valeria e zia Elena che questa raccolta è debitrice…”, così nell’intento della narratrice c’è la volontà specifica di voler ringraziare le sue zie, prodighe di una cura illimitata e delicata di voler tramandare il gusto per la buona cucina con le sue preziose ricette.
E nel corso dell’evento, non potevano mancare gli spazi musicali in una sala che si offre alla vista con tanti pianoforti , con il marchio di produzione “ Serra “. Uno più pregevole dell’altro, per la fattura e la loro struttura imponente e nello stesso tempo snella e appropriata.
Gli Intermezzi musicali al pianoforte sono stati eseguiti magistralmente dal M. Egisto Castiglione e dal Poeta Mario Saccomanno con la chitarra.
Le pareti della “sala d’arte” sono arricchite da opere immense e suggestive.
Sono sguardi di donna, provati dalla sofferenza. Sono tantissimi e tutti raccontano la Donna e la sensibilità artistica in divenire di questa Pittrice, Assunta Mollo, unica e originale.
Una serata indimenticabile per la sua bellezza su un’indagine conoscitiva e esplorativa del sodalizio fra Pittura e Scrittura, Musica e Voce narrante in un universo di condivisione di valori e esplorazione di sentimenti che vincono la forza del Tempo.

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