Il PD di Rende invita l’amministrazione comunale “ad andare incontro alla cittadinanza rendese” e chiede che siano accolte le richieste di modifica del piano rateale generale
Stupisce vedere che l’amministrazione, a fronte della nostra richiesta di modificare l’art. 18 del regolamento generale delle entrate tributarie, soprattutto in vista della scadenza dei termini per accedere alla definizione agevolata, ci risponda dicendo che ha adottato il regolamento sulla definizione agevolata. Evidentemente non distingue le funzioni e la natura dei due regolamenti.
Ci meraviglia ancor di più constatare che l’amministrazione durante le sedute consiliari sia poco attenta verso la minoranza e non abbia percepito, neppure a distanza di mesi, che 7 consiglieri (tra cui quelli riconducibili al PD) si sono astenuti dalla votazione sulla modifica dell’art. 18 del regolamento generale delle entrate locali comunali.
È giusto chiarire che il comune, evidentemente con lo scopo di fuorviare i cittadini, fa ombra sulla nostra richiesta di modifica dell’art. 18 del testo generale, richiamando il regolamento straordinario fiscale, che, seppur abbiamo votato e condiviso in consiglio (e condividiamo tutt’ora), è chiaro a tutti – o almeno si spera – che si tratta di un atto straordinario che non sarà più applicabile tra pochi giorni.
Deduciamo, quindi, che quella di modificare in peius il piano rateale del regolamento generale è soltanto una scelta politica finalizzata a “costringere” i cittadini ad accedere alla definizione agevolata, ma, intendiamo chiarire ancora una volta, che noi non condividiamo questa scelta. I cittadini devono sicuramente poter accedere agli strumenti di definizione agevolata, ma, in caso di mancata adesione, devono pur sempre godere di una normativa generale che consenta una certa flessibilità nei pagamenti, in conformità ai principi di proporzionalità, equità e giustizia sociale.
Ed è per tali ragioni che abbiamo condiviso l’unica nota positiva delle modifiche apportate al testo in questione, ovvero l’abrogazione della garanzia per le rateizzazioni dei debiti sopra i 25mila euro.
Al netto del tentativo di rivolgere offese personali, che purtroppo sono frutto di chi non ha altre argomentazioni, e di cui “qualsiasi giurista ne percepirebbe immediatamente la totale inconsistenza, essendo la questione incentrata su scelte di natura meramente politica”, chiediamo nuovamente un po’ di senso di responsabilità, invitando ancora una volta l’amministrazione ad andare incontro alla cittadinanza rendese, accogliendo le nostre richieste di modifica del piano rateale generale.
Si tratta di approntare norme più favorevoli, salvaguardando chi non accederà (per le più svariate ragioni) alla definizione agevolata – che è facoltativa – ovvero chi riceverà accertamenti ed ingiunzioni di pagamento nel 2026 e nei prossimi anni, essendo l’art. 18 del regolamento in discussione una normativa di natura ordinaria, a differenza di quella sulla definizione agevolata, che ha carattere eccezionale ed è temporanea.
Consigliamo all’amministrazione rendese di guardare alla vicina Cosenza, che ha approvato il regolamento sulla definizione agevolata, ma senza stravolgere il regolamento generale delle entrate, mantenendo intatto il medesimo piano di rateizzazione che oggi stiamo chiedendo di adottare.
La nostra proposta è chiaramente migliorativa, circostanza che non sfuggirebbe neppure a un occhio bendato, ed è volta a salvaguardare famiglie e cittadini da un irrigidimento delle norme ordinarie in materia di tributi locali, e confidiamo che nei prossimi mesi si procederà in questa direzione.
Ci rendiamo conto che il confronto non è una qualità intrinseca a tutti, ma continueremo a batterci per promuovere e creare un tavolo di confronto permanente, col fine di costruire uno spazio politico del centrosinistra a ogni livello, attraverso il quale si possa ascoltare, ragionare, discutere e poi scegliere.

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