La situazione è diventata intollerabile per i pazienti dializzati di Cosenza.
Lamentano di essere costretti ad ore di attesa per sottoporsi al trattamento salvavita ma i problemi non riguardano solo questo.
“Più volte abbiamo segnalato i nostri disagi ma ad oggi non si vede nessun rimedio” – scrivono in una lettera aperta. “Ad esempio – continuano -, i locali adibiti a dialisi non sono idonei, sono molto caldi d’estate e freddi d’inverno. Ci dicono che l’aria condizionata è rotta e non può essere riparata ed in queste condizioni è difficile fare dialisi per ore in queste condizioni”.

“I lettini con le bilance sono tutti starati e non funzionano – proseguono i pazienti firmatari della lettera -, per questo è stata posta una bilancia in un angolo della stanza dove ci rechiamo per la “pesa” come animali bovini. E ancora, non esiste un comodino per posare gli oggetti personali e le poche sedie presenti vanno a ruba.
Gli ascensori spesso non funzionano e siamo costretti a salire due rampe di scale per raggiungere il reparto, molti arrivano in sedie a rotelle e meno male che i politici vogliono eliminare le barriere architettoniche.
Le vetrate sono prive di tapparelle che si rispettino e i parcheggi sono presi d’assalto dagli impiegati autorizzati dalla Direzione perché tutti invalidi. I dializzati non hanno nessun diritto, né al parcheggio né ad un ambiente confortevole”.
Come se non bastasse le criticità non finiscono qui, perché sempre più spesso capita che i pazienti vengono rimbalzati da una struttura sanitaria all’altra, anche a distanza di un’ora di auto, a causa della mancanza di macchinari o di personale.
Con amarezza, concludono i pazienti firmatari della lettera “Viva i diritti dell’ammalato”.
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