La presunta differenza tra l’essere omosessuale e l’essere eterosessuale. L’indifferenza del comune di Rende verso la raccolta differenziata
Spulciando la Treccani al termine “differenza” troverete tutta una serie di definizioni: l’esser differente è ad esempio, la mancanza di identità, di somiglianza o di corrispondenza fra persone o cose che sono diverse tra loro per natura o per qualità e caratteri: sicché la differenza implica sempre una determinazione. Lo stesso termine può essere utilizzato per indicare un dissidio, una controversia, un diverso punto di vista.

Sabato scorso durante la manifestazione tenutasi a Cosenza, dove migliaia di persone hanno sfilato in maniera “colorata”, come dice qualcuno, per rivendicare il proprio essere omosessuale, c’è stata la determinazione di un carattere che è tipico del concetto di differenza. La differenza rispetto a chi quel corteo non lo voleva, o a chi non ne ha compreso a fondo il senso. In nome del modo con cui un corteo sfila e sulla base di quel concetto che se due gay si scambiano effusioni in pubblico non è uno spettacolo bello da vedere e comunque poco educativo, la manifestazione è stata etichettata e marchiata preventivamente da molti. Una carnevalata, un modo di dare sfogo a chissà quali pratiche sessuali in pubblico; nulla di tutto ciò è accaduto e a differenza di tante manifestazioni organizzate per scopi ben più nobili (ricordo i pacifisti di Genova al G8, quelli che al posto del colore arcobaleno della pace avevano utilizzato passamontagna neri, sanpietrini, mazze e spranghe con il nobile scopo di mettere a ferro e fuoco la città e boicottare l’evento). Un corteo civile, allegro e con presenze significative tra cui una coppia di neo sposi e un’anziana signora con cartello in bella vista: “per colpa degli ignoranti sento il bisogno di essere al Pride“. Forse, a differenza di tanti pseudo-intellettuali, l’anziana signora avrà letto la statistica secondo cui nel mondo ci sono circa 60 paesi dove l’omosessualità è reato. O più semplicemente con chi ancora pensa che essere diverso sessualmente significa avere una malattia. Beata ignoranza.
La beata ignoranza del titolare di un locale di Catanzaro dove due gay sono stati allontanati perché si sono scambiati un bacio. Se si applicasse la stessa teoria per gli eterosessuali, a Catanzaro non esisterebbero bar, ristoranti, ecc. Ma il termine differenza ricorre nel nostro hinterland anche per altri motivi e con una declinazione aggettivata: “Differenziata“, il nuovo nemico degli abitanti rendesi e del circondario. Appena si sono diffuse le prime voci della sparizione dei cassonetti a bordo strada per favorire la raccolta differenziata dei rifiuti, oppure quando sugli stessi sono stati appiccicati i primi adesivi con dicitura “Questo cassonetto verrà rimosso” è scoppiato l’allarme: gente in lacrime che si era affezionata al cassonetto dandogli addirittura un nome, gente che ha iniziato a buttare buste e buste di materiale nei cassonetti superstiti cercando di non farsi beccare dal controllore della Calabria Maceri, la quale ha e sta avendo il suo bel da fare per smaltire buste di indifferenziata vecchio stile che stanno uscendo dai vari appartamenti. La mia teoria è la seguente: o a Rende nessuno buttava la spazzatura e se la conservava a casa, come nella trasmissione “Sepolti vivi“, oppure si stanno facendo pulizie per i prossimi 50 anni.

E dire che la differenziata era già partita ma con pessimi risultati forse perché non recepita: un mio amico faceva già la differenziata. Ogni giorno raccoglieva tutto in una busta e in base al giorno la buttava a giro una volta nel bidone del vetro, il giorno dopo in quello della carta, poi in quello della plastica. Nessuno ha mai avuto il coraggio di dirgli che sta inquinando di più vista la metodicità con cui quotidianamente smaltiva i suoi rifiuti. Ora bisogna ritirare il Kit che non è la Supercar che ti dice: “Michael devi selezionare il vetro“, e attenersi a un calendario ben specifico: gli incaricati dovrebbero passare a ritirare il tutto porta a porta, il metodo Bruno Vespa per intenderci. Il Kit lo danno solo ai residenti e l’accesso alle isole ecologiche è consentito solo agli abitanti rendesi. Mi viene da chiedere se hanno fatto notare ai nostri politici che qui vive qualche studente universitario che non ha la residenza a Rende. Che fanno questi sciagurati? Mettono tutto nel borsone e se la portano a casa per il fine settimana?
Chiudo con un’altra accezione del termine differenza: indifferenza, e a tal riguardo dico solo che è gioioso e utile inaugurare un nuovo pezzo di stradina perché ci semplifica la vita, già, la vita, quella che dovrebbe essere sempre tutelata dalle istituzioni: in fondo quel pezzo di stradina è proprio vicino lì a quella zona che aspetta da anni di essere bonificata. Ecco, quando parli di Legnochimica diventano indifferenti.
L’immagine di copertina dell’articolo è di Andrea Rosito.
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