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Domani la seconda unione civile in Calabria

Il giorno speciale di Marco e Riccardo, insieme da quasi 20 anni e prossimi sposi. La cerimonia toccherà le province di Catanzaro prima e Cosenza poi

A qualche settimana di distanza dalle polemiche destate dalla decisione della giunta comunale di Cosenza, capeggiata dal sindaco Mario Occhiuto, di non patrocinare il Gay Pride che andrà in scena nella città dei Bruzi il prossimo 1 Luglio, ritorna di moda il tema dei diritti civili degli omosessuali. Nella giornata di domani, Sabato 27 Maggio, Marco Marchese, cosentino originario di Fuscaldo, e Riccardo Cristiano celebreranno la loro unione quasi ventennale convolando a nozze. Il matrimonio civile dei due interesserà due province della nostra regione: il rito, che sarà officiato dal sindaco Fernanda Gigliotti, si terrà nel municipio di Nocera Terinese (Cz); mentre il ricevimento vero e proprio, come nella più classica delle tradizioni, si svolgerà al Palazzo delle Clarisse di Amantea (Cs) e conterà circa 200 invitati. Non è un caso che la coppia abbia scelto la data della Giornata internazionale contro l’omotransfobia per annunciare al mondo intero la loro decisione.

Marco e Riccardo lo hanno fatto con un gesto eclatante ma ricco di significato, un video sulla piattaforma di You Tube sulle note di “Io che amo solo te”, celebre canzone di Sergio Endrigo del lontano 1962, con le immagini più simboliche della loro unione (clicca qui per vedere il video). La loro convivenza va avanti da quasi 18 anni e dopo tutto questo tempo insieme hanno sentito il bisogno di ottenere tutti i diritti che la legge adesso gli può garantire. Sono stati aiutati e supportati da famiglie che hanno sempre accettato serenamente la loro decisione. La coppia vive già da anni sotto lo stesso tetto, precisamente a Cleto, nella valle del Savuto, dove hanno costruito uno chalet di legno tutto ecologico diventato col tempo il loro nido d’amore. Il risalto che ha avuto la notizia è un altro segnale di un modello di società che procede spedito verso l’accettazione di una diversità che non può e non deve più essere ritenuta tale.

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