Da una settimana decine di famiglie convivono con un’erogazione a singhiozzo e flussi insufficienti. Il Comitato Permanente lancia l’ultimatum al Comune: «Basta con il rimpallo di responsabilità».
Da circa una settimana, numerose famiglie residenti nell’area collinare a sud di Cosenza sono costrette a convivere con un’erogazione idrica irregolare, caratterizzata da un flusso insufficiente e discontinuo che impedisce il normale utilizzo dell’acqua nelle abitazioni, soprattutto per la produzione di acqua calda a uso igienico-sanitario.
Una situazione ormai insostenibile, aggravata dal fatto che le decine di segnalazioni effettuate da diversi cittadini ai recapiti indicati dal Comune non hanno prodotto, a oggi, alcuna soluzione concreta.
Eppure, la questione non è nuova.
Ricordiamo bene quanto accaduto lo scorso giugno, quando, attraverso una comunicazione ripresa da diverse testate giornalistiche il 24 giugno 2026, l’Amministrazione comunale attribuiva le anomalie nell’erogazione idrica a consumi ritenuti anomali, annunciando controlli da parte della Polizia Locale.
In quell’occasione, con una nostra nota stampa del 25 giugno, avevamo respinto ogni generalizzazione nei confronti dei residenti, invitando l’Amministrazione a effettuare tutti gli accertamenti necessari, non soltanto sulle utenze private, ma anche sullo stato dei serbatoi, delle condotte e dell’intera rete di distribuzione.
A oggi, per quanto ci risulta, non abbiamo avuto alcun riscontro documentato circa l’effettiva esecuzione dei controlli annunciati sulle utenze private. Chiediamo pertanto che il Comune renda pubblici gli esiti degli accertamenti e chiarisca quali verifiche siano state effettivamente svolte.
Del resto, le successive criticità registrate durante l’estate e l’individuazione, a fine agosto, di una rottura sulla condotta dello Zumpo dimostrano quanto sia indispensabile verificare anche le infrastrutture prima di ricondurre i disservizi ai comportamenti dei cittadini.
Ora ci domandiamo: la responsabilità sarà ancora una volta attribuita ai residenti oppure è arrivato il momento di verificare seriamente lo stato dei serbatoi, delle condotte e dell’intero sistema di distribuzione?
È mai possibile che, per segnalare un disservizio essenziale e ottenere attenzione, i cittadini debbano ogni volta ricorrere a comunicati stampa a larga diffusione?
Di questa nuova situazione è stata interessata anche Sorical, affinché ciascun soggetto competente, per quanto di propria responsabilità, intervenga e fornisca risposte precise.
Siamo stanchi di assistere al continuo rimpallo di responsabilità tra enti e gestori. Ai cittadini non interessa sapere di chi sia la colpa attraverso dichiarazioni contrapposte: interessa avere acqua nelle proprie abitazioni, con continuità e pressione sufficiente a garantire le normali esigenze quotidiane.
Chiediamo pertanto un intervento immediato, verifiche tecniche puntuali e una comunicazione trasparente sulle cause del disservizio, sui provvedimenti adottati e sui tempi necessari al ripristino della regolare erogazione.
In assenza di risposte concrete e di una tempestiva risoluzione delle criticità, il Comitato si vedrà costretto a rivolgersi alla Procura della Repubblica, affinché vengano accertate eventuali responsabilità e omissioni.
Non si tratta di una polemica, ma della tutela di un diritto fondamentale.
L’acqua è un bene primario, non un privilegio. E garantire ai cittadini un servizio idrico regolare non può essere considerato un favore, ma un preciso dovere di chi è chiamato ad amministrare e gestire il territorio.
Comitato Permanente Tutela e Valorizzazione dell’Area Collinare a Sud di Cosenza

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