«Soli senz’alcun Dio Teucri ed Achei così restarono a battagliar. Più volte tra il Simoenta e il Xanto impetuosi si assalirono; più volte or da quel lato ed or da questo con incerte penne la Vittoria volò». Omero, Iliade Libro VI.

A pochi giorni dall’eroica e meritata vittoria casalinga dei lupi contro il quotato Matera nella gara di andata del secondo turno del play off tutti i tifosi attendono con trepidazione la partita di ritorno che si disputerà domani sera allo stadio “XXI Settembre – Franco Salerno“. Tutti i sostenitori rossoblu credono nell’impresa e stanno vivendo intensamente gli attimi che precedono la resa dei conti rimembrando le ultime gesta dei propri beniamini con una certa soddisfazione. È impossibile non pensare alle sensazioni vissute durante la notte magica del “Marulla“: un clima di grande fermento, lo stadio che diventa bolgia, la tifoseria che indossa materialmente la maglia numero “12” infondendo ai lupi le energie e l’ardore agonistico necessari per gettare il cuore oltre l’ostacolo e disputare la partita perfetta. Una curiosità: nella notte a cavallo tra sabato e domenica, uno dei cancelli del San Vito (quello che fornisce l’accesso verso gli spogliatoi dal lato della curva nord) è rimasto aperto, forse per un guasto. Fatto sta che mi piace pensare che il cancello sia rimasto appositamente aperto per consentire alle anime di Gigi, Denis, Max, Piero e di tutti gli altri lupi che non sono più tra noi di varcare, col consenso di Ade, la soglia del nostro tempio per riempirlo di calore e preparare la squadra alla battaglia.
Difatti, il Cosenza ha confermato di aver cambiato registro per quanto concerne la tenuta mentale in questi play off. I lupi hanno giocato una partita gagliarda e attenta, alla costante ricerca del gol e quindi della vittoria, consapevoli del fatto che solo con un successo casalingo si sarebbero potuti recare successivamente a Matera con qualche speranza in più di passare il turno. Le due reti dei silani portano la firma di Blondett con un imperioso stacco di testa su chirurgico traversone di Pinna e di Statella con un fantastico tap-in acrobatico al termine di una velocissima azione in stile premier league (complice il terreno bagnato dalla pioggia). La rete del Matera, invece, è stata siglata dal solito Negro su un calcio di rigore rispetto alla cui concessione sono sorti non pochi dubbi. Unica nota stonata della serata è stata l’espulsione per doppia ammonizione comminata dal direttore di gara nei confronti di Pinna che purtroppo costringerà il forte difensore sardo a saltare il match di ritorno.

Un’altra cosa a cui non si può fare a meno di pensare è il fatto che Cosenza-Matera sia diventata una specie di partita “permanente” da giocarsi prima, durante e dopo il termine dei 90 minuti di gioco. A vivacizzare il post partita ci hanno pensato i sostenitori del Matera capeggiati dal presidente Columella i quali, vestendo i panni del “Coro” della tragediografia greca, hanno subito preso a commentare alcuni episodi dell’incontro estrapolati ad hoc (su tutti quello dell’espulsione di Casoli a seguito del face to face con D’Anna) lamentando di aver unilateralmente subito pesanti torti arbitrali al preciso fine di imputare le cause dell’amara sconfitta a tali tragici e nefasti passaggi della contesa. Sicuramente è da sottolineare la insufficiente conduzione arbitrale della partita ma, parimenti, appare arbitraria e faziosa la ricostruzione materana dei fatti (in linea peraltro con la perversa generale tendenza italiana del giustizialismo inquisitorio spicciolo a mezzo stampa) poiché, invero, la terna ha provveduto a dispensare più o meno equamente ad entrambe le squadre favori e torti.
Anzi, se proprio volessimo mettere sotto la lente d’ingrandimento la partita probabilmente emergerebbe che la squadra che ha usufruito di più situazioni decisorie favorevoli ma errate è stata proprio quella lucana. Infatti, soltanto nel primo tempo sono da annotare quali decisioni arbitrali favorevoli al Bue: le mancate espulsioni di Mattera e di De Rose per i fallacci compiuti, rispettivamente, nei confronti dello straripante Mungo e del mai domo Ranieri; la mancata concessione ai lupi di ben due calci di rigore, uno per un tocco di mano evidente della difesa materana sugli sviluppi di un cross di Corsi e l’altro per atterramento di Statella a tu per tu col portiere avversario da parte del solito Mattera (che miracolosamente è riuscito a giocare integralmente la partita); il calcio di rigore generosissimo concesso al Matera per un intervento rude ma pulito di Blondett su Sartore.

Detto questo, non appare producente soffermarsi su questi particolari perché le partite, soprattutto di Lega pro, da sempre vengono decise da episodi e/o da errori arbitrali. Pertanto, come si suol dire, il risultato del campo deve sempre essere accettato con serenità. Intanto, l’ambiente rossoblu si gode la grande attesa per il return match previsto per domani. Finalmente si respira un’aria salutare, quella della consapevolezza che il Cosenza è forte e farà di tutto per completare nella città dei sassi l’opera iniziata domenica sera per continuare a far sognare un’intera provincia. E già questo aspetto è più che positivo perché era vitale ridare entusiasmo ad un ambiente logorato dai veleni di un campionato disputato al di sotto delle proprie possibilità dai lupi. Si sa, i successi sportivi non possono prescindere dall’entusiasmo della piazza. Ora che ci sono tutti i presupposti, è veramente bello riscoprire quant’è dolce la snervante e stressante attesa di partite come questa.
Siamo pronti. Tutti a Matera per la B!
Federico Perri, libero pensatore.
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