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Eroi uguali ai “veri” eroi

A cura di Stefania De Cindio

Rumori di spari, odore di sangue.
Sono tutti distesi lì a terra privi di vita.
Si gira tra i cadaveri.
Il rosso ha preso la scena … colore impresso, ora, nella mente dei tanti sopravvissuti, mentre la paura e il terrore riempiono i silenzi ingombranti della morte.

Erano lì per ascoltare un concerto, nessuna impresa storica, nessun sacrificio per la patria.
Erano lì per ascoltare musica, per divertirsi, per passare una serata in compagnia.

Ora non ci sono più, ma per il mondo sono eroi.

Calpestando millenni di storia, si gira all’interno del museo del Bardo a Tunisi, per una gita lontano da casa, per una vacanza, per conoscere un mondo lontano nel tempo.

All’improvviso un rumore assordante disturba e attira l’attenzione di chi prova a raccontare quella storia.
Si scappa.
Si sta in silenzio per non essere avvistati, da chi con rabbia e violenza fuori controllo, pseudo ideologica, non vuole lasciare scampo a nessuno e forse nemmeno a sé stesso, sempre in nome di Dio, un Dio che forse non sarebbe contento di tutto questo rosso, un Dio che forse, preferisce le sfumature del bianco.

burri

Qualcuno non ce la fa, ma di nuovo per il mondo intero è un eroe.

Stazione centrale di Bologna, è il 1980.
C’è chi aspetta un treno, chi il ritorno di una persona cara, chi è pronto a partire per una vacanza.
Ci sono due innamorati che si abbracciano.
E’ tutto così normale quella mattina del 2 agosto, ma all’improvviso alle 10.25 tutto cambia.
E’ sempre il rosso il colore predominate, il rosso violento di una strage dettata ancora da una pseudo ideologia, l’ideologia del terrore, e questa volta non in nome di un Dio, ma di un ideale; tuttavia sono sempre le persone “comuni” a pagare il prezzo più alto.

All’indomani, però, c’è una nuova lista di eroi.

Persone che, per motivi differenti, erano lì, non a salvare il mondo, non a sacrificarsi per un ideale, individui come altri che ora sono altri, tanti, eroi. Tutte persone che oggi ricordiamo ma di cui prima ignoravamo l’esistenza, persone che, con la loro vita, hanno contribuito a colorare di rosso altre pagine della storia.

Non hanno salvato il mondo, non si sono sacrificati in guerra, non volevano morire, volevano vivere, ma nonostante questo diventano Eroi uguali ai veri eroi, a chi ha sacrificato volutamente la propria vita per un ideale, per un mondo migliore, per la giustizia; eppure le nostre vittime “senza voglia”, sono eroi come loro, ma se avessero potuto scegliere non avrebbero guardato quel concerto, non sarebbero partiti per quella vacanza tanto desiderata, non avrebbero preso quel treno sapendo che li avrebbe condotti verso quel rosso che si tinge di nero, un nero che rappresenta il “buio della fine”.

I Veri Eroi sono quelli che consapevolmente affrontano quel buio, e con coscienza si mettono in gioco per il mondo, per la gente comune, e sono eroi “prima e dopo” la morte.

Se tutte quelle vittime avessero potuto esprimere un desiderio avrebbero chiesto, probabilmente, di non essere Eroi, avrebbero preferito anche loro come Dio le gradazioni di bianco, a quel rosso che diventa sempre più “buio”. 

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