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Erri De Luca assolto, per “non aver commesso il fatto”

In tanti hanno sperato che andasse a finire così ed infatti questa mattina, Erri De Luca è stato assolto dall’accusa di istigazione a delinquere nel processo per alcune interviste nelle quali sosteneva che “la Tav va sabotata”

In queste ultime ore in tutto il mondo si sta dando la notizia, soprattutto attraverso i social network. Erri De Luca, assolto. Bastano queste poche parole, per restituire forza, vigore, potere, ma soprattutto “Libertà” alla parola, che sembrava essersi smarrita lungo quel percorso che trovava origine un po’ di tempo fa, e per la precisione il 1° di settembre del 2013, quando lo scrittore partenopeo, aveva risposto ad un giornalista dell’Huffington Post – circa la possibilità di un eventuale rischio di terrorismo, in Val di Susa, in relazione alla presenza del movimento No Tav –  sostenendo che non solo non vi era nessun rischio eversivo, ma anche che “la Tav andasse sabotata”.

L'imputato Erri De Luca al termine dell'udienza del processo che lo accusa di istigazione al sabotaggio in Tribunale, Torino, 27 Gennaio 2015 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Erri De Luca assolto, per “non aver commesso il fatto”

Oggi dopo numerosi processi, arriva la sentenza definitiva e cade l’accusa di associazione a delinquere, sollevata dalla Procura di Torino che per lui aveva chiesto 8 mesi di reclusione. “Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste” – recita la sentenza pronunciata dal giudice Immacolata Iadeluca, mentre in aula scoppia un fragoroso applauso.

Non ha commesso alcun reato, Erri De Luca, ed è stato assolto al termine di “un processo che non si sarebbe mai dovuto fare”. Lo dice lo stesso scrittore che a caldo dichiara: “l’assoluzione rimette le cose nel loro ordine naturale”.

“Meno male che è finita – aggiunge De Luca – la parola deve essere sempre libera ma mai irresponsabile”.

Durante la mattinata, lo scrittore ha atteso la lettura delle sentenza, con aria seria e fiera allo stesso tempo, ma senza parlare. E prima che la corte si ritirasse per la sentenza, ha rilasciato una dichiarazione spontanea nella quale “ribadiva”: “confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua”.

Appena il tribunale lo ha dichiarato innocente, Erri De Luca si è voltato verso il pubblico ed ha sorriso, mentre si godeva il lungo applauso e mentre in tanti sono corsi ad abbracciarlo.

Ha avuto parole per chi lo ha sostenuto, ma anche per chi non l’ha fatto. “E’ stata ripristinata la legalità dell’articolo 21 – ha detto con vigore lo scrittore – Come ostinato cittadino di questo paese non mi sarei fatto togliere la cittadinanza da nessuna sentenza. Ora mi sento tornato uno qualunque e la Valle di Susa resta una questione che mi riguarda”.

“Di questo processo – ha aggiunto – mi rimane la grande solidarietà delle persone che mi hanno sostenuto in Italia e Francia”. E poi nei riguardi dei suoi “colleghi” che non hanno mai espresso solidarietà, ha aggiunto: “Sono degli assenti e si notano, si sono presi la responsabilità della loro assenza”.

Negli ultimi mesi nasce l’ashtag #iostoconerri, si organizzano serate di lettura dei suoi libri, gli vengono dedicati premi, al Salone del Libro di Torino in tanti indossano la maglietta fatta preparare da Feltrinelli, e in Francia partono petizioni alle quali aderiscono cineasti, avvocati, ma anche politici e componenti del governo.

Ed oggi a twittare l’assoluzione dello scrittore Erri De Luca sono in tanti, ed il presidente della Repubblica Francois Hollande, ha affermato che “uno scrittore non dovrebbe essere mai perseguito per quanto scrive”.

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