Molti studenti dell’Unical richiedenti la borsa di studio sono stati esclusi dalle graduatorie dei vincitori per colpa degli sbagli del caf e hanno perso il ricorso presentato anche se muniti della dichiarazione dell’ ente in cui si attribuiva la responsabilità dell’errore
Clima teso e animi agguerriti, in queste ore, all’Unical. A pochi giorni dall’atteso evento dedicato alla “Notte dei Ricercatori”, il celebre Ponte Pietro Bucci pare animarsi di nuove polemiche provenienti da una parte della componente studentesca, che sarebbe già pronta alla protesta perché costretta a pagare, ingiustamente, il prezzo di certi “errori” ed equivoci dettati dall’intricato e talvolta paradossale sistema burocratico.
La vicenda che scotta pare riguardi, ancora una volta, il mondo del diritto allo studio e coinvolge una fetta non indifferente di studenti tra coloro che hanno fatto domanda per ottenere la borsa di studio, il cui accesso e’ garantito dal possesso di una duplicità di requisiti, di carattere sia reddituale (il possesso di un determinato reddito) sia meritocratico (il conseguimento di un tot di crediti) e la cui elargizione comporta la fruizione di una serie di benefici tra cui una somma in denaro e la possibilità di un alloggio nei pressi del Campus, servizi tutti erogati in modo da garantire una continuità didattica a chi, altrimenti, non potrebbe permettersi la realtà accademica.

Ebbene, la moltitudine di studenti richiedenti la borsa, si è rivolta, in conformità a quanto stabilito dal Centro Residenziale, ai molti Caf presenti sul territorio, in modo di reperire i dati relativi alla propria situazione reddituale da comunicare, mediante numero di protocollo, necessariamente al Centro Residenziale per l’ ottenimento dei benefici previsti dal diritto allo studio.
Dai controlli effettuati dal Centro Residenziale per stabilire l’esattezza dei dati forniti dagli studenti, sarebbero emerse alcune discrepanze: non sarebbero, infatti, pervenuti i dati relativi al diritto allo studio bensì dati “sballati” che avrebbero generato l’esclusione degli studenti dalla graduatoria dei borsisti vincitori.
Nulla di imputabile se non agli studenti se non fosse che, in moltissimi casi, sarebbero stati proprio i Caf a compiere degli errori, comunicando anziché l’Isee relativo al diritto universitario, quello ordinario, causando, pertanto, una grave lacuna nelle dichiarazioni degli stessi studenti che pur meritevoli di borsa, si sono ritrovati, per colpe altrui, ad essere esclusi dalla graduatoria dei vincitori.
Gli studenti che avrebbero subito questo equivoco hanno, quindi, fatto ricorso entro i tre giorni previsti dalla normativa predisposta e, muniti della dichiarazione del Caf che si assumeva tutta la responsabilità dell’errore e inoltre del dato sul diritto allo studio mancante, hanno richiesto che venisse rivista la loro posizione.
Nonostante la mancanza di responsabilità degli studenti e la dichiarazione del Caf e’ stato deciso, comunque, di bocciare tutti i ricorsi, decidendo di attenersi al bando iniziale che prevedeva la consegna del dato sul diritto allo studio.
È’ il caso di Rossella, vittima di questo “intoppo” burocratico che dichiara: “Ho fatto molti sacrifici per poter ottenere la borsa di studio, ho divorato i libri. Non trovo giusto tutto questo. Noi studenti che per merito e reddito avevamo diritto alla borsa di studio, siamo stati esclusi per un errore altrui e non nostro, in quanto da un lato l’incompetenza regna, e dall’altro chi sta sopra di noi ha deciso di non capire”.
Per questo motivo, i rappresentanti degli studenti dell’ associazione studentesca Icu hanno deciso di rivolgersi alla competenza di chi è responsabile dei ricorsi, vista la matrice paradossale dello spiacevole accaduto, al fine di tutelare quegli studenti che hanno duramente studiato per conseguire i crediti necessari alla borsa e si sono ritrovati esclusi dalla graduatoria, pur senza una personale colpa.
Vai al contenuto




