Scontento bipartisan per la nomina voluta dal Ministro Lorenzin, collega di partito del padre sottosegretario allo Sviluppo Economico. Lui replica: “Non strumentalizzare la nomina”

Figlio del sottosegretario Tonino Gentile, collega di partito della Lorenzin, non vanterebbe, però, grande esperienza nell’ambito sanitario e per questo, la nomina non sembra essere stata molto apprezzata in ambito politico, dando luogo a una polemica bipartisan sulle competenze del nuovo membro del cda.
“Il curriculum di Gentile parla da sé – spiega da un lato Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd -. Dove sono le competenze richieste per ricoprire questo ruolo? Questa scelta è un grave errore che la Lombardia non si può accollare”.
Gli risponde, con una certa dose di ironia, Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord, che ricorda il ruolo del Governo Renzi: “Per la prima volta in vita mia rischio di trovarmi d’accordo con Alfieri. Condivido le stesse perplessità sulla scelta. Peccato che la nomina sia di esclusiva competenza del governo Renzi”.
Tra i più critici, i parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela e Federica Dieni che, assieme ai membri della commissione Affari Sociali alla Camera e della commissione Sanità al Senato, ha scritto una nota molto duro: “Il governo Renzi in materia di lottizzazione non si fa mancare davvero nulla. Stavolta protagonista dell’ennesima nomina in odor di clientelismo è il ministro della Salute Lorenzin, nei cui confronti presenteremo un’interrogazione per chiederle i criteri e le ragioni di merito che l’hanno portata a scegliere proprio Andrea Gentile, figlio del sottosegretario e collega di partito Tonino Gentile, come rappresentante del suo dicastero nel Consiglio d’amministrazione dell’Istituto Nazionale Tumori”.
I pentastellati si spingono ancora più in là evidenziando alcuni aspetti: “Una nomina – aggiungono – che sarebbe risultata sospetta già di per sé e che lo diventa ancor di più alla luce del fatto che Andrea Gentile non vanta esperienze in campo sanitario, ad esclusione di incarichi di consulenza da parte della Asp di Cosenza. Guarda caso poi, la sede dell’Istituto Nazionale Tumori si trova a Milano, una delle roccaforti di Ncd. Il capoluogo lombardo è, tra l’altro, la città dalla quale Roberto Formigoni, ex governatore della Regione e collega di Gentile e Lorenzin in Area Popolare, ha gestito la sanità regionale per quasi un ventennio”.
Dal canto suo, Gentile jr ha replicato alle polemiche ricordando di essere “un avvocato penalista, dottore di ricerca in diritto penale dell’economia, esperto in compliance aziendale, anticorruzione e responsabilità degli enti ai sensi del d.lgs. 231/01; già autore di diversi articoli su riviste scientifiche nonché coautore di volumi giuridici e già titolare di contratto integrativo di docenza in diritto penale delle scienze mediche e delle biotecnologie presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università Luiss Guido Carli di Roma”.
Il suo curriculum, insomma, confermerebbe i titoli necessari per l’incarico che gli è stato assegnato e ha detto di cogliere “con rammarico il fatto che la mia nomina venga strumentalizzata a fini politici, non riesco a dare altra spiegazione a questo incredibile clamore, essendo passati già diversi mesi dalla mia indicazione ed essendo avvenuta questa molti mesi prima della nomina di mio padre a sottosegretario. Da sempre tengo distinta la mia vita personale e professionale dall’impegno politico dei miei familiari. Tutto vorrei tranne creare imbarazzo all’Istituzione che qui rappresento con spirito di servizio e con passione. Rimango, quindi, a disposizione per servire dell’Istituto Tumori di Milano con questo intento, ma non mi presto a strumentalizzazioni di sorta che ledono la mia onorabilità e quella dell’Istituto”.
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