Disagi nel centro storico durante “Borgo di Vino” e acqua razionata da mesi a San Biase. La nota del gruppo consiliare: “Meno fotografie e più programmazione”.
Nei giorni di Borgo di Vino è mancata l’acqua nel centro storico. Un fatto grave, considerato l’afflusso di visitatori, ma il problema è ben più ampio. In alcune zone del territorio la carenza idrica dura da settimane, anzi da mesi. A San Biase, in particolare, famiglie e cittadini sono costretti a convivere con un’erogazione razionata e limitata a determinate fasce orarie. Non è più un disagio occasionale: è una situazione strutturale che condiziona la vita quotidiana, le attività commerciali e l’intero territorio. Nel frattempo, conferenze, comunicati, fotografie e post sui social continuano a moltiplicarsi. E sia chiaro: la responsabilità politica e amministrativa di questa situazione è dell’intera Amministrazione Barone. Non è più accettabile cercare di circoscrivere le responsabilità a un singolo assessore, a un ufficio o a una specifica competenza. Chi governa un Comune governa nel suo complesso, risponde delle proprie scelte, delle proprie priorità, della propria programmazione e anche delle proprie omissioni. L’Amministrazione Barone è responsabile della gestione complessiva dell’ente: dell’ordinario come delle emergenze, della programmazione come della capacità di intervenire tempestivamente davanti alle criticità. E proprio sotto questo profilo, la gestione della crisi idrica rappresenta un evidente fallimento amministrativo. Un problema conosciuto da mesi non può essere considerato un’improvvisa emergenza. Quando una criticità si protrae nel tempo senza una soluzione definitiva, significa che sono mancati interventi adeguati, programmazione efficace e capacità di governo. Non basta invocare genericamente la siccità. Non basta parlare di difficoltà della rete a livello di Sorical.
Non basta comunicare con post sui social!!
Un’amministrazione seria deve individuare le cause, programmare gli interventi, reperire le risorse, coordinare gli uffici, stabilire tempi certi e soprattutto portare i problemi a soluzione.
A San Biase questo non è avvenuto.
I cittadini continuano a vivere con l’acqua razionata, costretti a organizzare la propria quotidianità in funzione degli orari di erogazione. Questo, per un’amministrazione comunale, è un dato politico pesantissimo. E altrettanto grave è quanto accaduto durante Borgo di Vino. La manifestazione era programmata. L’afflusso di persone era prevedibile. Le esigenze di residenti, commercianti e visitatori erano prevedibili. Una criticità idrica già conosciuta avrebbe dovuto imporre una programmazione straordinaria e misure preventive. Non è stato fatto. Anche questo rientra nella responsabilità complessiva dell’Amministrazione Barone. Perché governare significa anticipare i problemi, non limitarsi a inseguirli quando diventano emergenze.
Significa occuparsi dell’acqua prima che manchi.
Significa intervenire sulla rete prima che la situazione diventi insostenibile.
Significa programmare gli interventi prima che cittadini e attività commerciali siano costretti a subirne le conseguenze.
Significa garantire i servizi essenziali anche quando il territorio attraversa una fase critica.
La vicenda dell’acqua dimostra invece una cosa molto precisa: l’Amministrazione Barone sta mostrando una preoccupante incapacità nella gestione dell’ente, tanto nell’ordinaria amministrazione quanto nelle situazioni di emergenza.
E questa non è una valutazione riferita a una singola persona.
È una valutazione politica sull’intera amministrazione.
Perché se dopo settimane e mesi un problema essenziale rimane irrisolto, la responsabilità è di chi governa. Se manca una programmazione adeguata, la responsabilità è di chi governa. Se le emergenze vengono affrontate senza risposte risolutive, la responsabilità è di chi governa.Se i cittadini continuano a subire disservizi senza conoscere tempi e soluzioni, la responsabilità è di chi governa. Non è più possibile nascondere l’inefficienza dietro la complessità dei problemi. I problemi possono essere complessi, ma il compito di un’amministrazione è proprio quello di affrontarli. E un servizio essenziale come l’acqua non può essere trattato come una questione secondaria. Fiumefreddo merita un’amministrazione capace di garantire il funzionamento ordinario dei servizi e, allo stesso tempo, pronta ad affrontare le emergenze con tempestività, competenza e programmazione. Oggi, invece, quello che emerge è un quadro profondamente diverso. Da una parte cittadini costretti a fare i conti con l’acqua razionata da mesi. Dall’altra un’amministrazione che continua a investire energie nella comunicazione, nelle conferenze, negli eventi e nelle fotografie. Ma amministrare non significa apparire. Amministrare significa risolvere. Non significa raccontare quanto è bello il paese mentre una parte del paese vive un problema essenziale. Significa occuparsi innanzitutto delle necessità concrete della comunità.
DAL 1° SETTEMBRE SERVONO RISPOSTE, NON ALTRI ANNUNCI
Ed è proprio per questo che una domanda precisa va rivolta al Sindaco Barone: che cosa intende fare concretamente per risolvere finalmente la carenza idrica a San Biase? Dal 1° settembre il Sindaco dica con chiarezza quale piano intende mettere in campo: quali risorse saranno stanziate, quali lavori verranno realizzati, in quali tempi e con quali risultati concreti. Dopo mesi di acqua razionata, i cittadini non hanno più bisogno di annunci o giustificazioni. Hanno bisogno di una soluzione. E soprattutto vogliono sapere una cosa semplice: questa Amministrazione intende risolvere il problema prima della prossima estate o aspetterà di ritrovarsi nuovamente in emergenza? Su questo il Sindaco Barone deve dare risposte precise e assumersi fino in fondo la propria responsabilità politica. Perché se l’Amministrazione conosce il problema da mesi, non può continuare semplicemente a gestire l’emergenza giorno per giorno. Deve dimostrare di avere una strategia per risolverla. Se il problema è la rete, si intervenga sulla rete. Se servono risorse, si reperiscano le risorse. Se servono autorizzazioni, si accelerino le procedure Se è necessario coinvolgere altri enti, lo si faccia senza perdere altro tempo. Ma una cosa deve essere chiara: non accetteremo che la prossima estate San Biase si ritrovi esattamente nella stessa situazione.
Arrivare al 2027 con gli stessi problemi, gli stessi disagi, le stesse giustificazioni e magari le stesse fotografie significherebbe certificare definitivamente l’assenza di una seria programmazione amministrativa. Un’amministrazione che conosce oggi un problema grave ha il dovere di lavorare oggi per impedirne la ripetizione domani.
Non chiediamo slogan.
Non chiediamo annunci.
Chiediamo risultati. E su quei risultati saremo pronti a verificare ciò che verrà promesso e ciò che verrà realmente fatto. Perché i cittadini hanno già aspettato abbastanza. Hanno aspettato settimane. Hanno aspettato mesi. Hanno sopportato disagi, limitazioni e razionamenti. Adesso è l’Amministrazione che deve dimostrare, con i fatti, di essere all’altezza del compito per cui è stata eletta.
Meno comunicazione e più programmazione.
Meno fotografie e più interventi.
Meno conferenze e più soluzioni.
Perché San Biase non ha bisogno di altre promesse. Ha bisogno di acqua. Borgo di Vino è finito.
Le fotografie resteranno sui social. Le conferenze passeranno. I brindisi finiranno. I cittadini resteranno. E resteranno anche i problemi che questa amministrazione non è riuscita a risolvere. Per questo la responsabilità è dell’intera Amministrazione Barone. È una responsabilità politica, amministrativa e gestionale che riguarda il modo complessivo in cui questo Comune viene governato. E quando un’amministrazione dimostra di non riuscire a garantire con continuità un servizio essenziale e, contemporaneamente, di non riuscire a programmare e gestire efficacemente le emergenze, non può limitarsi a rivendicare ciò che funziona. Deve rispondere soprattutto di ciò che non funziona. Fiumefreddo non ha bisogno di un’amministrazione presente soltanto nelle fotografie. Ha bisogno di un’amministrazione presente nella vita reale del paese. Nelle case. Nelle attività commerciali. Nelle frazioni. Nelle strade. Davanti alle emergenze E soprattutto davanti a un rubinetto dal quale, dopo mesi, continua a non uscire acqua. Questa è la vera misura della capacità di amministrare. E su questa misura, oggi, l’intera Amministrazione Barone deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità di fronte alla collettività fiumefreddese.

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