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Flat tax per i giovani, Bilotto (IDM) promuove la proposta: «Un aiuto concreto per il Sud»

Il segretario giovanile interviene nel dibattito sulla tassazione agevolata al 5 per cento per i neoassunti. Una misura considerata strategica per favorire l’autonomia economica delle nuove generazioni sul territorio.

«La proposta della flat tax al 5 per cento per i giovani neoassunti è una misura che considero interessante, perché interviene su un problema concreto: quello dell’autonomia economica dei giovani al primo impiego».

È questa la posizione di Mario Bilotto, segretario dei Giovani di Italia del Meridione, che interviene nel dibattito sulla proposta di introdurre una tassazione agevolata per i giovani che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro.

Secondo Bilotto, la misura rappresenterebbe un sostegno concreto in una fase particolarmente delicata della vita lavorativa. «Oggi molti ragazzi iniziano a lavorare con stipendi che non permettono di costruirsi una vera indipendenza economica. Una condizione che nel Mezzogiorno è ancora più evidente, dove le opportunità occupazionali sono più limitate e, troppo spesso, la scelta per tanti giovani diventa quella di lasciare la propria terra».

Per il segretario dei Giovani IDM, una riduzione della pressione fiscale nei primi anni di lavoro potrebbe incidere concretamente sulle prospettive delle nuove generazioni. «Una differenza netta in busta paga può influenzare le scelte di vita di un giovane, offrendo maggiori possibilità di costruire il proprio futuro e di restare nel territorio in cui è nato».

Bilotto sottolinea come la proposta non rappresenti una soluzione definitiva, ma un tassello importante di una strategia più ampia. «Come Giovani Italia del Meridione riteniamo che misure di questo tipo vadano nella direzione giusta, perché riconoscono una difficoltà reale vissuta dalle nuove generazioni. Naturalmente non sono sufficienti da sole».

«Resta fondamentale – conclude – continuare a lavorare per salari più adeguati, maggiore stabilità occupazionale e un sistema di formazione capace di accompagnare i giovani verso un lavoro qualificato. Senza questi elementi nessuna misura fiscale può produrre effetti duraturi. Tuttavia partire da una riduzione della pressione fiscale per chi entra nel mondo del lavoro rappresenta un segnale positivo, che condividiamo e che dimostra una maggiore attenzione verso i giovani, soprattutto quelli del Sud del Paese».

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