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Fuori campo: Cosenza e quella parolina magica… Var

Il calcio e’ uno sport straordinario. Al Tombolato di Cittadella il Cosenza strappa un punto con i denti sotto una pioggia d’autunno che non lascia scampo e speranza.

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Curva tifosi del Cosenza

Quella speranza e quella luce il Cosenza la trova al Var. Il Cittadella gioca undici contro dieci per tutto il secondo tempo e segna il goal del vantaggio in pratica a tempo scaduto. Al quarto minuto di recupero si blocca il respiro di tutta la città incollata alla tv e di quei tifosi meravigliosi che hanno gridato per tutta la partita restando e resistendo ad una puggia che non si è’ mai fermata.Ma fermi tutti. Il goal del Cittadella è’ da rivedere al Var. Ancora silenzio.

Ancora per quasi un minuto non parla nessuno, non scrive messaggi nessuno e nemmeno sui social vola una lettera. Niente. Ecco arriva la decisione. Fuorigioco millimetrico di Vita che restituisce “ la vita” alla tifoseria, alla squadra e quell’Alvini che in panchina e’ indemoniato. Vita segna su una respinta di un Micai che come un gatto salva la porta e il risultato. E allora si, il calcio e’ uno sport meraviglioso perché senza quel Var oggi poteva esserci un crollo d’ambiente che avrebbe inevitabilmente condizionato i giocatori per il prossimo incontro. Il pessimismo cosmico della “tifoseria vip” per un attimo viene bloccato da questa parolina: var!!!

E se il primo tempo il Cosenza ha sofferto tanto nel secondo in dieci i lupi si sono trasformati. Più concentrazione su ogni palla, più corsa e più Florenzi che si e’ ripreso il ruolo di leader della squadra. Piccola parentesi la vorrei aprire su Sankoh. Il giocatore olandese entra a partita in corso e si sbatte. Si sbatte e fa sportellate su ogni pallone. Sbaglia e sbaglia molto anche i disimpegni più facili, ma gettare la croce addosso ad un ragazzo che in fondo ancora non ha giocato una partita intera, ma solo sprazzi di match, mi sembra esagerato. Perché c’è’ questo grande difetto in città…tutti sono nati allenatori, peccato che non hanno mai forse dato un calcio al pallone, ma in fondo anche Sacchi non e’ mai stato un calciatore. Quindi chissà un giorno potrebbero veramente diventare grandi allenatori. E allora si il discorso poi cambierebbe…

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