Gennaro Delvecchio da giocatore era il classico centrocampista che non tirava mai indietro la gamba. Un grande corridore, di quelli instancabili. Grintoso e testardo. A lui non piace perdere e ne tanto meno darsi già per sconfitto prima di ogni partita. E in conferenza stampa oggi è entrato ,nella pancia del Marulla, con il ghigno giusto, con quella grande grinta che adesso serve alla squadra: “qui bisogna soltanto lavorare”.

Usa tanto questa parola, “lavoro”, perché per lui “soltanto poi il campo deve dare le risposte”. Ed ecco l’analisi dopo la fine di un calciomercato da molti titolato come “deludente”, ma il direttore sportivo del Cosenza non ci sta ed elenca uno per uno i giocatori della rosa di una squadra che “ per me ha sbagliato soltanto due partite”, una squadra che adesso in ogni caso avanti ha un attaccante che si chiama “Artistico che ho preso non alla fine del calcio mercato, ma un attimo prima e se non lo facevo non sarebbe mai venuto nelle giornate finali di un mercato difficile”. Difficile anche perché “la situazione non è bella. E se prima Cosenza era una piazza eccitante adesso lo è di meno”.
E quando si parla di voglia di venire a Cosenza “l’unico a cui non è importato nulla del fattore esterno è stato Garritano. Lui ha avuto la voglia di tornare pur sapendo tutte le difficoltà che stiamo affrontando”. Non si ferma Gennaro e “vola sulla fascia” anticipando addirittura qualche domanda dei colleghi, tanti e in gran forma in una mattina luminosa. Ed eccoli gli argomenti spinosi dove Delvecchio gioca d’anticipo: “Su Sankoh mi prendo le mie responsabilità. Il ragazzo non si è ambientato e ho cercato fin da dicembre di correggere il tiro. Come sono nostre le responsabilità per la sconfitta contro la Sampdoria. Sono partite quelle che non si possono perdere in quel modo”.
Ma quando si tocca l’argomento Alvini, Gennaro Delvecchio alza gli scudi: “Lunedi l’ho chiamato e gli ho detto: forza si ricomincia!! Vi assicuro che la squadra è molto legata a lui. Al termine della partita di Genova ho sentito sette procuratori per sette allenatori diversi. E’ vero, ho chiacchierato con Lucarelli, ma solo dopo un’ora l’ho richiamato per dirgli che andavo avanti con Alvini”. Gennaro Delvecchio tira diritto e batte i pugni sul tavolo. Sabato contro la Carrarese “dateci la possibilità di poter riaccendere quella fiammella giusta. Il mio invito ai tifosi è quello naturalmente di stare vicino a questi ragazzi che hanno bisogno del loro sostegno fino al novantesimo minuto. Perché è bello sentire in trasferta tanto calore, ma lo vorrei sentire anche nelle partite in casa. Ancora di più”.
Evita di rispondere accuratamente ad ogni riferimento su Guarascio “io sono il direttore sportivo. Mi occupo e rispondo sulle cose che riguardano il campo”. E quando si parla dell’acquisto di Cruz, lui sottolinea: “è un giocatore che conosco. Sarà pronto tra quindici, venti giorni? bene…per me è un ragazzo che ci può dare una mano e in questo momento è la quinta punta. Gli attaccanti sono quei quattro che rispondono al nome di Artistico, Mazzocchi, Zilli e Fumagalli”. Non è stato un mercato facile per Delvecchio e lo ha fatto capire in conferenza stampa. Tante porte in faccia sono state sbattute per “una situazione difficile”, ma sabato si scende in campo “con questi ragazzi che hanno una voglia matta di fare una grande partita”. Il resto si vedrà “ma io posso camminare a testa alta perché non sono un codardo. E responsabilità me le prendo se le cose sul campo andranno male, ma alla salvezza io ci credo. Non posso darmi per vinto fin da adesso”.
sono Artistico, Mazzocchi, Zilli e Fumagalli. Nella difficoltà l’unico che ha accettato di venire a Cosenza è stato Garritano, che ha sposato la causa oltre ogni cosa. Non è un mercato sufficiente ma ho fatto quello che potevo».
Vai al contenuto




