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Fuori Campo, il Cosenza Calcio e Guarascio eccoli al bivio finale

L’ultimo pezzo dell’anno è di solito quello più importante. Perché cerchi di fare la sintesi di tutto quello che è successo. Lo fai con te stesso e lo fai quando devi raccontare qualcosa magari su una squadra di calcio. Una a caso?

Curva dei tifosi cosentini

Il Cosenza calcio. Cosa scriviamo in questo ultimo nostro “ Fuori campo”. Scriviamo che siamo arrivati ad un grande bivio. Continuare a percorrere questa strada vissuta alla giornata e lasciatemelo dire “alla viva il parroco” o cercare veramente di dare una grande solidità ad una società che ha bisogno di una programmazione. Perché il Cosenza di quest’anno è forte, gioca a calcio e ha trovato due persone veramente capaci, piene di passione e competenza: il mister Alvini e il direttore sportivo Delvecchio.

E di questo non si può non dare merito a Guarascio anche perché li ha scelti lui e non lo Spirito Santo. Nel 2025 ripartirei da queste due figure che rappresentano appunto grande organizzazione, lavoro e serietà. Anche perché non era successo in questi anni, ma adesso il Cosenza ha tanti giocatori di proprietà e può in ogni caso iniziare un percorso importante proprio da questo dettaglio che non è stato cosi scontato negli anni scorsi. Poi c’è la società e il presidente Guarascio. Non possiamo nascondere più lo scollamento che esiste tra la squadra e un uomo a cui in ogni caso va detto grazie. Perché ha fatto vivere e rivivere a questa città emozioni importanti di un campionato che non è di certo quello dell’Eccellenza, ma è il campionato di serie B.

Ci sono stati tanti abboccamenti in questi anni. E di certo i tentativi più seri sono stati proprio questi ultimi due: quello di Vrenna (il ruolo di Ursino in fondo è stato chiaro fin dall’inizio. Della serie vai e vedi se riusciamo a prendere il Cosenza…) e questo fondo Arabo che esiste ed è abbastanza solido. Ora non mi soffermo su questi milioni che ballano e su quanto Guarascio vorrebbe per cedere la società. Ed è inutile perché la notizia è stata già data dal bravo collega Alfredo Nardi del Quotidiano del Sud, non è più questo il problema.

Il vero problema è quello di riconoscere di non essere più amato ,a questo punto, da quasi l’intera tifoseria. Basta vedere il tentativo fatto ieri dallo staff che cura il social del Cosenza calcio con gli auguri a Santo Eugenio. Un augurio sui social in questo momento significa condanna e questo errore di comunicazione non è ammissibile. Il risultato è stato quello di bloccare i commenti subito dopo. Ed è la stessa storia del caro biglietto. Portare al derby con il Catanzaro una curva a 30 euro significa non conoscere la città.

Quindi cari amici e cari lettori di Cosenza Port il bivio c’è ed è importante. Qualsiasi strada vorrà percorrere il presidente Guarascio deve essere una strada in ogni caso da percorrere con molta più condivisione e grande empatia con una città che ama questa squadra e vuole essere in fondo coccolata. Basta poco presidente. Vendere o non vendere questo è il grande dilemma del 2025.

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