Morti. Un pezzo come questo non può non iniziare con questa parola. Il Cosenza calcio per adesso è morto.
Perde in casa con il Cittadella senza mai provare con convinzione a pareggiare una partita dove la testa ha giocato un brutto scherzo agli uomini di Alvini. Quest’ultimo ha le ore contate.
L’esonero sembra scontato anche perché i giocatori che sono scesi in campo hanno sbagliato disimpegni facili, stop e movimenti elementari. Giocatori fermi nella testa e nelle gambe.

E’ stato un dramma sportivo di quelli senza precedenti con la curva che si è spostata in massa dalla parte della tribuna d’onore con un grido sempre più forte che non lascia scampo: “Guarascio vattene”.
Un boato forte così forte che il presidente ha dovuto abbandonare lo stadio con il suo staff scortato dalle forze dell’ordine. Una protesta accompagnata anche da una invasione di campo.
Il Cosenza calcio in queste ore e’ morto. Per resuscitarlo ci vorrebbe un capolavoro di quelli senza fine, ma i miracoli non possono ripetersi per sette anni di seguito.
Al San Vito Marulla i tifosi hanno dedicato uno striscione alla piccola Sofia “I bambini non si toccano”

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