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La testa del corteo Calabria Pride a Reggio Calabria.

Gay Pride: in 5.000 a Reggio Calabria

Gli organizzatori del Gay Pride reggino: “Abbiamo segnato un punto storico per la civiltà e la battaglia per l’uguaglianza, ci impegneremo affinché questo patrimonio non venga dissipato”

Si chiude con l’immensa gioia di chi sa di aver compiuto qualcosa di veramente importante, nella battaglia per l’uguaglianza e per i propri ideali. Gli organizzatori del Gay Pride svoltosi ieri a Reggio Calabria  con immensa emozione, attraverso una nota, parlano di un grande successo «Un fiume di persone, circa cinquemila -sostengono gli organizzatori-, che abbiamo visto invadere le strade di Reggio Calabria e l’Arena dello Stretto dai nostri occhi annebbiati di commozione».

La testa del corteo del Gay Pride a Reggio Calabria
La testa del corteo del Gay Pride a Reggio Calabria – Foto ANSA.

Aggiungono gli organizzatori che «Si è trattato del primo pride della storia italiana dichiaratamente antimafia, totalmente autofinanziato grazie alla generosità delle persone comuni che hanno compreso il lavoro del Coordinamento Pride e hanno voluto premiare il nostro coraggio e il nostro impegno nel realizzare un evento che segnerà la storia di questa terra».

«E noi vogliamo ringraziare ancora tutti loro -prosegue la nota-, ringraziamo il coraggio di tenere alte le teste e le bandiere arcobaleno, il coraggio di unirsi al corteo e non nascondersi più, infrangendo il velo di omertà che ci ha ammantati per troppo tempo.

Siamo ancora increduli, ci guardiamo felici e l’entusiasmo è già pronto per fare da motore a nuovi progetti. Perché abbiamo concepito questo primo gay pride non come una manifestazione isolata ma come un nuovo inizio, una promessa a tutta la Calabria di portare avanti la battaglia per i diritti degli omosessuali e dei transessuali ma anche, come abbiamo dimostrato, rimanendo attenti a tutti quelli che vengono giornalmente negati».

«Il nostro stupore – concludono gli organizzatori – è ancora più grande vedendo le strade piene di giovani, che rilasciano interviste alle televisioni rivendicando il diritto all’amore, che sono stanchi di una terra che nasconde e reprime. E’ per questo che non abbiamo sentito la mancanza delle istituzioni, che hanno concesso i loro patrocini morali ma non hanno camminato con i cinquemila cittadini che erano con noi.

Il Calabria Pride non finisce qui. Renderemo presto noti i bilanci economici di questa manifestazione perché vogliamo essere trasparenti con tutti coloro che ci hanno aiutato e vorranno ancora aiutarci».

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