La prova potrebbe farla chiunque e rimarrebbe sconcertato. Su Google “Immagini” viaggiano milioni di immagini collegate a parole cosiddette “chiave” che se digitate da un minore rischiano di trascinarlo in una condizione non consona alla sua età
Capita tutti i giorni di ricorrere al famosissimo motore di ricerca che risponde – quasi sempre – a tutte le nostre domande, alle nostre curiosità, ad eventuali dubbi od incertezze e che in maniera veloce ed esaustiva ci mette a disposizione risposte nel giro di pochi secondi.

Certo Google non basta a forgiare cultura e sapere, ma la sua “immediatezza” pone tutti nella condizione di “conoscere” argomenti mai sentiti prima, nomi, cognomi, date di nascita di personaggi del presente o del passato, e poi ancora eventi e tutto quello che gira intorno a passioni, curiosità, e necessità, sempre in tempo reale.
Lo stesso vale se siamo alla ricerca di una immagine che possa fare al caso nostro, da riutilizzare, da osservare, da conservare o che possa reindirizzarci eventualmente a siti che non conosciamo, ma che ci incuriosiscono o che possano essere in grado di fornirci informazioni utili, anche lavorativamente parlando.
Ma è sempre così? E’ innocuo, cercare una foto su Google? Non sempre cercare una foto su Google inserendo una parola chiave, è una operazione “innocua”.
Questa mattina per lavoro ho inserito una parola chiave nella sezione di Google Immagini e ho scoperto che di “innocuo” non vi era proprio nulla. Spesso anche una parola che “apparentemente”, può sembrare innocua, reindirizza a siti che non sono affatto innocui.
Una parola apparentemente innocua, pone in pochi secondi colui che effettua la ricerca, davanti a una quantità di foto che spesso mostrano dettagli non consoni ai minori. Eppure Google è un sito sicuro, un sito nel quale si “ricerca”, ma la ricerca andrebbe sempre filtrata.
Quindi stamani mi sono chiesta cosa sarebbe accaduto se mio figlio di otto anni – che sa utilizzare un computer, che usa Google per cercare il nome o le foto dei cartoni animati – avesse per sbaglio ascoltato alla tv la parola “erotico” e fosse andato a digitarla su google immagini. Perché accade spesso che i bambini ascoltino molto attentamente dialoghi, gente che parla attraverso i mass-media e poi provino a capirne di più.
A me la parola “erotico” serviva stamane per cercare una foto per un articolo di cronaca, e malgrado sia adulta, ho avuto serie difficoltà a districarmi con tutto il marasma di foto “per nulla innocue” nelle quale mi sono imbattuta e che non facevano al caso mio, che non erano consone all’utilizzo che dovevo farne.
E allora l’interrogativo è salito prepotente. Forse sarebbe il caso di “filtrare” un po’ il materiale che viaggia libero e disinibito sul motore di ricerca più famoso al mondo? Perché Google non è contemplato tra i siti a rischio, quando si imposta il “parent control” e allora sarebbe come esporre i nostri figli alla roulette russa, ogni qualvolta un bambino chiede “mamma, papà posso cercare una foto su Google?”.
Fate la prova. Andate a digitare una parola qualsiasi come “chiave” su google immagini. Uscirà davvero di tutto, anche quello che non pensavate neanche esistere, pensando alla parola “innocua” che avevate pensato di sottoporre al dio Google, affinché rispondesse, puntuale e senza intoppi, in una manciata di secondi.
E se vi state chiedendo cosa io abbia digitato su Google Immagini per “appropriarmi” di una foto per questo articolo, sappiate che la parola innocua, è stata […]
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