Di Anna Maria Ventura
Un pomeriggio di confronto, informazione e impegno civile nella Biblioteca Comunale di Spezzano Piccolo di Casali del Manco, dove il 16 aprile si è svolto il convegno “Sovraindebitamento: capire, prevenire e risolvere”, promosso dal Convegno di Cultura M.C. di Savoia della Presila, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza e l’Ordine dei Commercialisti e degli esperti Contabili di Cosenza.
La sala era gremita di pubblico, a testimonianza di quanto il tema sia sentito e urgente, soprattutto in un periodo in cui molte famiglie e piccoli imprenditori si trovano in difficoltà economiche.
L’evento si inserisce in un progetto culturale itinerante, che punta a diffondere conoscenza e strumenti concreti per affrontare il fenomeno del sovraindebitamento attraverso un linguaggio accessibile e un approccio multidisciplinare.
Dopo i saluti istituzionali di Luigia Granata, Presidente del Convegno di Cultura M.C. della Presila, della Sindaca di Casali del Manco Francesca Pisani e del Presidente dell’ Ordine dei Commercialisti di Cosenza Eustachio Ventura, ha preso il via una densa e articolata sessione di interventi, moderata da Katia Caravona, Socia Cristine, curatrice dell’evento.
Ad aprire il confronto sono state le avvocate Ester Bernardo ed Emma Orrico, che hanno illustrato con chiarezza gli aspetti giuridici legati alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento.
Ester Bernardo, consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza e referente dell’OCC, ha spiegato il funzionamento della legge n. 3 del 2012 (ora confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) e le diverse possibilità offerte a cittadini e piccole imprese per ottenere un piano di rientro sostenibile o la liquidazione controllata del debito.
Emma Orrico, avvocata e consigliera comunale di Casali del Manco, ha sottolineato l’importanza della prevenzione legale e dell’accompagnamento dei cittadini già nella fase iniziale della crisi.
Successivamente ha preso la parola la dott.ssa Rossella Salerno, referente dell’OCC dell’Ordine dei Commercialisti di Cosenza, che ha approfondito il tema dal punto di vista economico e contabile, illustrando i criteri di accesso agli strumenti previsti dalla normativa e le difficoltà pratiche nell’elaborazione dei piani di ristrutturazione, che richiedono spesso un’accurata ricostruzione della situazione patrimoniale del debitore. Il suo intervento ha evidenziato il ruolo cruciale del commercialista nella mediazione tra il soggetto indebitato e i creditori.
A seguire, l’intervento di Alessio Cassano, responsabile dello sportello antiusura e antiracket dell’Associazione “L. Ferrami”, ha spostato l’attenzione sul fronte della prevenzione sociale, mettendo in luce il legame tra disagio economico e fenomeni criminali.
Ha chiuso l’incontro la psicologa Giulietta Sesti, con un contributo denso di umanità, dedicato agli effetti psicologici del sovraindebitamento: ansia, senso di colpa, isolamento sociale.
Il convegno ha offerto al pubblico un momento di riflessione e orientamento, dimostrando quanto sia importante portare la cultura giuridica ed economica fuori dagli studi professionali, direttamente nei luoghi della comunità.
L’iniziativa continuerà a viaggiare per altri comuni della Provincia cosentina, perché il diritto alla conoscenza e alla tutela non resti privilegio di pochi, ma diventi strumento di riscatto collettivo.
Il sovraindebitamento, infatti, prima di essere una questione economica, è una storia umana. È qualcosa che può capitare a chiunque, e spesso arriva in punta di piedi, senza che uno se ne accorga.
Le cause sono tante, e quasi mai sono frutto di leggerezza. Spesso, dietro un debito che cresce troppo, ci sono momenti di fragilità: una perdita improvvisa del lavoro, magari dopo anni di certezze; una malattia, che costringe a fermarsi, a curarsi, a spendere senza poter più guadagnare; una separazione, dove due persone che prima condividevano tutto si trovano a dover ricostruire da sole, con le stesse spese ma metà delle risorse; un prestito fatto in buona fede, magari per aiutare un familiare, che però poi diventa un peso insostenibile.
Oppure semplicemente la vita che costa troppo, soprattutto quando ci sono figli, mutui, affitti, bollette… e i conti non tornano più.
E quando il debito cresce, non è solo una questione di numeri. Le conseguenze entrano nella pelle, nei pensieri, nei rapporti con gli altri.
Si inizia a perdere il sonno; a evitare le telefonate, per paura che sia una banca o un recupero crediti; si prova vergogna, come se il fallimento fosse colpa propria.
Si chiudono i rapporti, ci si isola, magari si mente agli affetti.
A volte si arriva al punto in cui la speranza si spegne, e tutto sembra senza via d’uscita.
Eppure una via, oggi, esiste. L’hanno spiegata i relatori dell’importante e prestigioso convegno, a Casali del Manco. Lo Stato, con fatica, ha riconosciuto che chi cade ha diritto a rialzarsi con dignità, che l’insolvenza non è sempre colpa, e che una società giusta non può abbandonare chi resta indietro.
Le leggi sul sovraindebitamento sono proprio questo: una mano tesa.
Non regalano niente, ma offrono un cammino di risalita, con regole, trasparenza, e soprattutto con la possibilità di ricominciare.
Quasi sempre queste leggi non si conoscono. Ben vengano convegni come questo a portare luce in realtà sempre più diffuse, spesso vissute in silenzio, con senso di smarrimento e vergogna, ad offrire non solo informazioni chiare e puntuali, ma anche prospettive concrete di soluzione. speranze concrete di rinascita, un’opportunità per ripartire con dignità e serenità.
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