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“I Geni Comuni” al Museo del Presente di Rende: tutti i vincitori

Interessante essere novità, tradizione e ricerca del bello, come è avvenuto per l’evento “Geni Comuni-I vincitori” a cura di Roberto Sottile e Mariateresa Buccieri, l’allestimento di Mario Spidalieri , ideato da Luigi Le Piane( LLP eventi e comunicazione),un evento che ha dato vita ad una mostra d’eccezione negli spazi del Museo del Presente di Rende.

Manna e i Geni Comuni a Rende

Un’esposizione che si è suddivisa per sezioni: la sezione pittura è composta dai vincitori Calì, Gianmarco Pulimeni e Papito, mentre la sezione scultura da Domenico Grosso, la sezione fotografia da Simona Tavolaro, la sezione Premio Rotary Nazionale Riciclo da Alessandro Padovan, ed infine la sezione “Menzioni speciali” con Gianfranco Pugliese, Marilena Villella, Paolo Lo Giudice,invece il premio Giorgio Leone è stato assegnato a Mario Polillo, che ha raffigurato la basilica di San Francesco di Cosenza, inserendo nella sua arte pezzi della città. Dulcis in fundo la giuria popolare è rappresentata da Angela Lento.

Il curatore Roberto Sottile si è detto soddisfatto del successo ottenuto, porgendo i suoi ringraziamenti agli artisti di Geni Comuni per aver coniugato suggestioni, immagini e linguaggio universale in unicum a firma d’artista, e si è congratulato con Luigi Le Piane, ideatore ed organizzatore del progetto “Geni Comuni”, e con la sua compagna di viaggio Mariateresa Buccieri e tutti gli altri, poi un sentito ringraziamento è stato fatto all’amministrazione Manna, nella persona di Marcello Manna, e all’assessora alla cultura Marta Petrusewicz e a Maria Francesca Corigliano (Assessore regionale all’Istruzione) per la presenza e per il sostegno ad iniziative sperimentali in materia di arte, cultura, pittura, scultura e fotografia.

“Lasciatemelo dire-aggiunge Roberto Sottile- il Museo del Presente è diventato realmente il Museo del Presente. Museo degli artisti e della contaminazione culturale. Ma la strada da percorrere è ancora lunga, tante le idee, tante le sfide. Viva la cultura”.

La cultura che ritorna come punto di riferimento, pone in dialogo le opere presenti, le sculture, i dipinti, come nel caso delle opere di Gianmarco Pulimeni, secondo cui il gusto dà spazio all’arte concettuale, che predilige i soggetti e li estrapola dai contesti per tirarne fuori la vera essenza.

Mentre Calì sogna l’universo, parla nella sua arte di azzeramento della memoria ( white wall) che, però continua a tenere vive alcune immagini, seppure ci sia una volontà di dissipare ciò che non appartiene più a noi.

Condividere le conoscenze, le idee, sottolineare i talenti è stata e continuerà ad essere la prerogativa di “Geni comuni”, che non si ferma con l’inaugurazione del 18 Maggio, bensì sarà possibile visitare la mostra fino all’8 Giugno 2019.

 

 

 

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