I consiglieri 5 Stelle di Rende hanno attivato l’europarlamentare Laura Ferrara per esporre il caso dell’ex fabbrica e della sua pericolosa contaminazione ai terreni
I danni ambientali provocati dalla vecchia fabbrica Legnochimica di Rende sbarcano al Parlamento Europeo grazie all’europarlamentare Laura Ferrara sollecitata dal gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle del comune cosentino.

Due i temi che si vogliono evidenziare, ossia i danni ambientali evidenti che ha subito l’area nella quale operava la società oggi in liquidazione ma anche i danni alla salute causati alla popolazione residente in quella zona che messi insieme sembrano manifestare una chiara violazione della normativa europea. Così alla Commissione verrà chiesto quali iniziative intenda intraprendere perché siano rese realmente efficaci le norme europee in materia ambientale.
Il caso è decisamente spinoso: “La vicenda della ex Legnochimica parte da lontano – spiega Laura Ferrara, supportata da Domenico Miceli, consigliere comunale di Rende – perché dal 1969 nell’area persistono enormi bacini, privi di impermeabilizzazione, nei quali inizialmente venivano riversati i residui di lavorazione. Questi bacini sono ancora là, in attesa della necessaria bonifica. Nel luglio 2011 la Procura della Repubblica ha disposto la redazione di una consulenza tecnica sull’area: viene evidenziato come la falda acquifera sotto e in prossimità dei bacini artificiali risulti gravemente contaminata, anche in profondità e che detta contaminazione si è estesa ai pozzi esistenti in zona ed evidenzia l’inquinamento da metalli pesanti come alluminio, ferro, manganese, arsenico, berillo, cromo, nickel, mercurio, benzene e tricloroetilene, con concentrazioni fino a centomila volte superiori al valore consentito”.
Una bomba chimica per tutta la zona: “Tali sostanze sono classificate come rischio di tumore documentato. I rilievi effettuati dall’Arpacal sulle acque sotterranee confermano la contaminazione da sostanze cancerogene quali diclorometano, tricloroetano, bromoclorometano, dibromoclorometano, Toluene e P-Isopropiltoluene. I molteplici interventi di tutte le autorità competenti sono sempre risultati vani. Pertanto emerge palese la violazione attuale e continuativa della normativa europea in materia. Ad oggi si attende ancora l’avvio della bonifica dell’area in questione. Come Movimento 5 Stelle siamo ancora in attesa di risposte concrete da parte dell’azienda in liquidazione che deve ancora presentare un piano di bonifica che possa essere oggetto di valutazione da parte della conferenza dei servizi”.
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