Proviamo ad andare controcorrente: e se la partita di Lecce ci avesse palesato tutti i limiti di questa rosa invece di regalarci la miglior prestazione della stagione rosso blu? Mr. Braglia sbuffa, si agita costantemente e volta lo sguardo verso la panca ma, ahi lui e ahi noi, la scena che gli si palesa davanti è quantomeno desolante.
Fatta eccezione per pochi, e inopportuni vista la partita, cambi possibili, il resto della platea disponibile non consente al toscanaccio dal sangue caliente di apportare alcuna modifica ad un assetto tattico che, nell’undici iniziale, era stato capace di imbrigliare le tanto temute scorribande leccesi ma che, una volta passati in svantaggio, necessitava di una sterzata in senso contrario. Eppure tra “pizzini”, “moccoli” (a iestima in toscano!!) e qualche variazione nel posizionamento lui le prova proprio tutte. Ovviamente si potrebbe dire che se Mungo avesse trafitto nel primo tempo l’estremo difensore leccese, che se la VAR fosse operativa anche in serie C il gol di Baclet sarebbe stato convalidato, che se il “bietolone” Dermaku avesse centrato i pali sulla nucata nel secondo tempo e che se Mendicino avesse impattato il pallone invece che l’aria…beh sicuramente avremmo narrato un’altra partita ma nel calcio, come nella vita, con i se e con i ma non si va da nessuna parte.

Probabilmente, ma non avremo mai un riscontro reale, il buon Braglia avrebbe certamente desiderato effettuare un triplo cambio di prestigio come il suo collega Liverani, ma nei fatti Caccavallo e Liguori sono state le uniche frecce che ha potuto tentare di scoccare dal suo arco…peccato però che entrambe sono palesemente, almeno per ora, spuntate. Come spuntato appare l’intero pacchetto offensivo del Cosenza: per vedere una finalizzazione degna di questo nome bisogna sperare in un miracolo e, per di più, i nostri sono pochi e, gioco forza, alla lunga spompati.
Cambi a centrocampo, in attesa del ritorno di Bruccini, forse l’acquisto di maggior prestigio nella mediana rosso blu, neanche a parlarne ed allora ci sta che dopo 80 minuti di corsa sfrenata i nostri, per pochi maledetti secondi, perdano quei 3 metri di distanza da Mancosu (p.s: per cortesia lo possiamo comprare così la smette di impallinarci dalla distanza???) che non ci pensa su due volte e piazza un missile terra aria che neanche quel lungagnone di Saracco riesce a prendere.
A questo punto un sospetto inizia a sorgere nella nostra offuscata mente da tifoso: ma non è che le responsabilità di tutta questa sterilità offensiva più che negli schemi, della vittima Fontana prima e del condottiero Braglia ora, o più che nelle qualità dei singoli, ripetiamo pochi e logorati, risieda nelle corde di chi questa squadra l’ha costruita? Magari sarà il caso di iniziare a porsi qualche domandina in vista della sessione invernale del mercato, perché se con pochi e sfiancati mezzi si tiene testa alla capolista, anzi diciamocela tutta, si mette sotto la capolista, pensa cosa potrebbe fare il nostro condottiero con qualche altro vero samurai a disposizione….Presidente che ne dici????
KEISER SÖZE
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