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Il Cosenza ha sbaragliato tutto e tutti, e ha vinto! Perché “ccu Braglia si saglia”

Ma cosa diamine è riuscito a fare il Cosenza? Che razza di impresa ha portato a termine?

Avete per caso bisogno di farvi rinfrescare la memoria con dei numeri? Eccovi serviti. Con una raccomandazione, leggete le avvertenze e tenetevi forte, potreste avere giramenti di testa. Playoff disputati dal principio: sono 9 le partite dai nastri di partenza fino al traguardo di Pescara, di queste si contano 7 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta (trafugata dal Sudtirol con gol di Cia al 90′ grazie all’unico tiro in porta dei bolzanini nell’arco dei 180 minuti complessivi).

Tutto condito da 16 reti realizzate e 6 subite. Una media di una partita giocata ogni tre giorni, uno sforzo fisico immane addolcito dal prezioso lavoro del preparatore atletico Pincente. I lupi, sospinti anche dall’entusiasmo e da una condizione psicologica invidiabile, non hanno mai mostrato segni di cedimento o stanchezza. Negli ultimi minuti della finalissima dell’Adriatico correvano ancora come dei dannati.

Baclet batte Pane e dà il via alla festa rossoblu (ph. IlCosenza.it)

Il capocannoniere della post season è Allan Baclet, l’uomo che non ti aspetti: 3 gol in tutto il campionato, addirittura 5 negli spareggi promozione. Condensati in 7 partite, anzi sarebbe più corretto dire spezzoni di partite. Una rete ogni 35 minuti, più decisivo di così! E poi c’è la zampata che ha definitivamente affossato il Siena, quella che lo consegnerà alla storia in qualità di uomo simbolo della promozione rossoblu.

Si starà sfregando le mani chi ha scommesso i suoi soldi sul Cosenza alla vigilia dei playoff. I bookmakers riservavano pochissime chances alla squadra di mister Braglia, quotandola a 25.00. E invece, partita dopo partita, l’undici rossoblu ha scompaginato i piani delle rivali più accreditate e sovvertito ogni pronostico. Il trionfo dei lupi non fa una grinza, è limpido quanto meritato. Universalmente riconosciuto e apprezzato anche dai più acerrimi rivali, che hanno messo da parte l’acredine e hanno fatto prevalere obiettività e sportività.

Ecco perché stridono le considerazioni degli immancabili rosiconi di turno secondo cui ad alzare la coppa avrebbe dovuto essere il capitano del Siena. Non è dato capire su quali basi. Forse per il blasone? No, non regge, la storia dei senesi, eccezion fatta per alcune apparizioni nella massima serie, non è poi così dissimile da quella dei calabresi.

Oppure per il calore del pubblico? Non ci siamo proprio: sugli spalti dell’Adriatico erano in 10 mila provenienti da Cosenza contro gli scarsi 2 mila arrivati da Siena. Eppure la città del palio dista 350 km da Pescara, mentre i supporters silani ne hanno dovuto percorrere ben 570.

Che sia per i meriti prettamente sportivi? Anche in questo caso il campo ha detto altro. Sul terreno di gioco si è vista una sola squadra, il margine del risultato finale avrebbe potuto essere decisamente più ampio e non sarebbe stato uno scandalo.

Un Braglia sognante durante la festa promozione (ph. IlCosenza.it)

Va tutto messo alla stregua delle pochissime (per fortuna) voci fuori dal coro arrivate anche dalle sponde giallorosse e biancorosse, che faticano ad accettare il verdetto e guardano già al futuro, dubitando sulla capacità dei silani di mantenere la categoria nella prossima stagione. L’invidia è una brutta bestia.

Il primo tassello nel frattempo è stato già messo ed è la riconferma di Piero Braglia, l’uomo che ha compiuto il miracolo. I rapporti tra il patron Guarascio e il tecnico toscano, tesissimi dopo la delusione del doppio derby con Catanzaro e Rende, si sono finalmente ricuciti.

Nel nostro piccolo vogliamo illuderci di aver contribuito a far ravvedere il presidentissimo. È stato inevitabile non accodarsi alla spinta popolare, da quando Braglia ha fatto breccia nel cuore della tifoseria è iniziata una campagna pro riconferma che ha pochi precedenti in questa città. Lo stesso sondaggio effettuato sulla nostra pagina Facebook (Lupi si nasce) non lasciava spazio ad interpretazioni: per il 97% dei votanti era lui l’allenatore da cui ripartire anche nella prossima stagione.

#BragliaNonSiTocca perché #CcuBragliaSiSaglia!

(Immagine di copertina dell’articolo IlCosenza.it)

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