Dal 17 marzo 1861 l’Italia resta un Paese disunito. Senza gli stessi diritti di cittadinanza non si va avanti
Abbiamo scelto questa data, il 17 marzo, giorno in cui si celebra la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, proprio perché vogliamo una Italia una ed indivisibile. Purtroppo, come abbiamo già avuto modo di ribadire in più occasioni, a distanza di oltre 160 anni da quella proclamazione, l’Italia resta nella fruizione degli stessi diritti di cittadinanza un Paese profondamente disunito.

È quanto ha ribadito il Sindaco Filomena Greco che ieri, venerdì 17, ha partecipato a Napoli in piazza Santa Maria La Nova alla manifestazione Uniti e Uguali promossa dai Sindaci del Recovery Sud per dire no all’autonomia differenziata che seppur prevista nella nostra Costituzione, oggi in un Paese di fatto già diviso – scandisce il Primo Cittadino – proprio a causa della non garanzia su tutto il territorio nazionale di tutti gli altri diritti fondamentali, rappresenterebbe soltanto una ulteriore fonte di divisione.
Se prima non vengono garantiti i diritti in tutte le regioni d’Italia – aggiunge – non si potrà avere nessuna autonomia differenziata. Bisogna prevedere quali sono le competenze che passeranno alle singole regioni e quali sono i fondi che saranno investiti per garantire questa uguaglianza. È una battaglia trasversale che non può e non deve conoscere colore politico.
Ci sono delle materie e dei settori che non possono diventare di competenza delle regioni. Paghiamo ancora i danni delle competenze assegnate alle regioni, che ha portato lo Stato a guardare contesti ed esperienze da un punto di vista economico, ma non da un punto di vista strutturale; ha ristretto tutte quelle che sono le necessità ed i diritti dei cittadini basandosi solo su un principio di economia.
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