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Due giornate di alta formazione scientifica nell’Aula Magna del campus: specialisti da tutta Italia a confronto su chirurgia oculare, prevenzione e nuove tecnologie al servizio della medicina

Innovazione clinica, fare rete e frontiere dell’AI: il successo del XXV Congresso SOC all’Unical

Due giornate di alta formazione scientifica nell’Aula Magna del campus: specialisti da tutta Italia a confronto su chirurgia oculare, prevenzione e nuove tecnologie al servizio della medicina

La medicina moderna cresce e si evolve lungo due direttrici fondamentali: l’eccellenza scientifica e la capacità di costruire sinergie. Ne è stata una testimonianza concreta il XXV Congresso della Società Oftalmologica Calabrese (SOC) – intitolato “News in Ophthalmology” –, che venerdì 2 e sabato 3 ottobre ha trasformato l’Aula Magna dell’Università della Calabria in un autorevole polo di confronto medico-sanitario di respiro nazionale. L’iniziativa ha riunito decine di specialisti, accademici e professionisti sanitari giunti da ogni parte d’Italia.

In un contesto clinico in rapida trasformazione, appuntamenti come questo ribadiscono il ruolo insostituibile del “fare rete”: mettere a fattor comune casistiche complesse, metodologie chirurgiche d’avanguardia ed evidenze scientifiche permette infatti di accorciare la distanza tra ricerca pura e pratica ospedaliera quotidiana, con un impatto diretto e tangibile sulla qualità delle cure offerte ai pazienti.

Diagnostica, chirurgia avanzata e focus sulle nuove generazioni

Le sessioni congressuali hanno approfondito a tutto campo i temi più caldi dell’oftalmologia contemporanea: dalla chirurgia della cataratta e della retina alle patologie corneali, passando per la gestione del glaucoma e degli annessi oculari.

Grande attenzione è stata dedicata alla prevenzione, in particolare quella visiva in età pediatrica e giovanile. Sul punto è intervenuto il prof. Paolo Nucci, ordinario di Oftalmologia all’Università Statale di Milano, che ha acceso i riflettori sull’evoluzione patologica della miopia: «Oggi c’è una particolare attenzione nei confronti di una condizione che è considerata una condizione patologica: la miopia. Mentre in passato vivevamo la miopia come se fosse un vezzo o una caratteristica legata al tanto studio, oggi registriamo valori elevati anche nei bambini più piccoli, una miopia che cresce e può determinare problemi significativi. L’attenzione verso la prevenzione e il riconoscimento precoce è fondamentale, perché oggi siamo finalmente in grado di incidere sull’evoluzione».

Centrale anche il passaggio generazionale, elemento cardine per la sostenibilità della sanità del futuro. Come sottolineato dal Responsabile Scientifico del congresso, il dott. Pierluigi Fava, ampio spazio è stato riservato a una ventina di contributi scientifici presentati da giovani medici:«Abbiamo deciso di premiare i migliori lavori degli oculisti under 35 provenienti da tutte le scuole di specializzazione italiane. È un segnale concreto di attenzione verso i giovani che rappresenteranno il futuro della nostra società scientifica e della nostra professione».

L’orizzonte dell’Intelligenza Artificiale: «Chi la usa sostituirà chi non la usa»

Tra i momenti di maggiore stimolo intellettuale e dibattito multidisciplinare c’è stata la relazione del prof. Domenico Talìa, ordinario dell’Università della Calabria ed esperto internazionale di informatica e AI.

Il suo intervento ha delineato la traiettoria etica e metodologica con cui la classe medica deve accogliere le tecnologie emergenti, sintetizzata da una riflessione che ha riscosso grande eco tra la platea: «L’AI non può sostituirsi a un medico, ma un medico che usa l’AI sostituirà certamente un medico che non la usa».

Un messaggio chiaro: l’algoritmo non annulla l’intuito o l’empatia clinica, ma potenzia le capacità predittive, diagnostiche e di screening dello specialista, rendendo la formazione continua in questo settore un imperativo non più rimandabile.

Il plauso delle istituzioni

A confermare il prestigio dell’evento per l’intero comprensorio urbano e accademico, organizzato da JB Prof, Provider Nazionale Standard accreditato da Age.na.s ID 72, specializzato dal 2004 nella formazione per le life science, è stata la partecipazione dei rappresentanti istituzionali del territorio.

Presenti ai lavori il sindaco di Cosenza Franz Caruso e, per il Comune di Rende, l’assessore con delega alla Sanità, Federico Jorio. Entrambi hanno rivolto un augurio di buon lavoro a tutti i delegati ed espresso vivo compiacimento per la scelta dell’Ateneo calabrese quale sede di un congresso di così alto profilo, capace di proiettare la Calabria e l’area urbana Cosenza-Rende al centro del dibattito scientifico e sanitario nazionale.

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