Episodio spiacevole durante un incontro a Roma per parlare del futuro dello scalo di Vaglio Lise: un dirigente di Rfi esagera e dal primo cittadino cosentino parte una forte denuncia
Il progetto di recupero della stazione ferroviaria cosentina di Vaglio Lise fa discutere, ma soprattutto crea episodi che sfociano nel razzismo. La denuncia arriva direttamente dal sindaco di Cosenza, che era a Roma insieme al direttore del dipartimento tecnico di palazzo dei Bruzi, Carlo Pecoraro, per discutere con i funzionari di Rete Ferroviaria Italiana tra i quali l’ingegner Giuseppe Cataldo.

Proprio quest’ultimo si sarebbe lasciato scappare espressioni ingiuriose all’indirizzo dei rom che sono attualmente ospitati nella struttura abbandonata dell’ex Ferro Hotel all’interno della stessa stazione di Vaglio Lise, per effetto di un’ordinanza di natura temporanea del sindaco dopo che il loro campo è andato parzialmente a fuoco. “E’ stata lesa la dignità di queste persone – ha commentato il sindaco Occhiuto – e pertanto mi sono trovato costretto a interrompere la riunione. Non è concepibile ascoltare frasi razziste, per di più in un contesto che rappresenta lo Stato e in cui quindi si dovrebbe concorrere alla difesa dei diritti umani fondamentali, tendendo all’integrazione e all’inclusione”.
Il sindaco due settimane fa attraverso un’ordinanza aveva requisito il Ferro Hotel, abbandonato da almeno 15 anni, come momentanea dimora dei cittadini rom, tanto che a Vaglio Lise sono anche attualmente ospitati oltre 50 bambini. “E’ necessaria una forte denuncia su queste forme di razzismo che non si levano per strada bensì nei luoghi che dovrebbero tutelare ogni persona al di là del colore della pelle. Fra l’altro, il territorio in questione era degradato da anni, senza che la causa fossero i rom. Dal principio del mio mandato ho provato ad avviare un dialogo con i referenti delle Ferrovie dello Stato per rilanciare una zona completamente abbandonata al degrado e all’incuria con strutture che sono sotto la loro responsabilità. A Vaglio Lise, zona diventata regno di nessuno, sono state soppresse corse, non funzionano le scale mobili, non c’è lo scalo merci, è nulla l’accoglienza dei turisti. Le nostre iniziative erano volte a recuperare questa situazione e addirittura, adesso che vi dimorano gli sfollati di etnia rom, in molti ci testimoniano che l’area è più sicura perché più vissuta e sorvegliata”. E dire che ci sono molti progetti in ballo, a spese del Comune, tra i quali il trasferimento del comando della Polizia municipale.
Se ne riparlerà di certo, ma intanto questo episodio spiacevole è già stato segnalato all’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Mauro Moretti, così come al presidente dell’Anci, Piero Fassino.
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