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Maestro Venerabile Marco Verri

Intervista sulla massoneria universale al Maestro Venerabile Marco Verri

Cominciamo con una domanda che molti si fanno: come si entra in Massoneria? E soprattutto perché bisogna entrarci?

Innanzitutto premetto che oggi è molto più semplice rispetto a quando venni iniziato io circa trent’anni fa. Perché essendoci internet, i profani possono guardare i siti delle obbedienze e fare domanda.

Mentre ai miei tempi, questo avveniva solo tramite cooptazione. Per cui si veniva avvicinati da un fratello e avveniva quella che in massoneria viene definita “la tegolatura”, cioè il modo con il quale si avvicina e si valuta un possibile bussante. Partiamo dal presupposto che esiste una differenza abissale tra noi e l’estero, specialmente gli Stati Uniti, dove addirittura vi sono i cartelli stradali che indicano le case massoniche. In Italia invece si usano delle associazioni culturali per manifestarsi all’esterno. Perché ci sono ancora situazioni di accanimento dovute all’ignoranza sui principi massonici, questo ci fa essere indietro rispetto al resto del mondo.

Sull’altra domanda rispondo che se sulla massoneria se ne sapesse di più, il 50% degli uomini e delle donne chiederebbe di essere ammesso. Durante il rito di iniziazione, viene chiesto al profano prima di dargli la luce e di sbendarlo: perché vuole entrare? E il maestro venerabile si sente rispondere: “Perché è un uomo libero e di buoni costumi”.

Lei è trentatreesimo grado che sappiamo essere il più alto di tutti, di quale obbedienza fa parte?

Allora, io faccio parte della Gran Loggia Unita Italiana di Piazza del Gesù. Sono arrivato a questa obbedienza passando dalla GLDI e dal supremo consiglio di Italia e San Marino. Difficilmente si nasce in una e si continua in quella, perché la massoneria, al di là di quello che si può pensare, è uno spaccato della società civile.

Pertanto ognuno cerca la propria strada. La grossa lacuna è che di obbedienze se ne trovano un sacco, e bisogna fare attenzione. Perché non c’è una regolamentazione sul termine ‘’ massoneria’’, quindi chiunque può mettere in piedi una loggia. E questo problema va risolto.

Ma qual è il percorso che deve fare un apprendista all’inizio?

Un apprendista deve fare soltanto una cosa: imparare la regola del silenzio. Perciò non parla, ma ascolta e cerca di capire. E’ inutile parlare di ciò che non si conosce. Poi quando diventa compagno, gli si concede la parola. Ma non è una castrazione che si vuole fare a un neofita, si vuole al contrario aiutarlo nell’apprendistato. E’ come qualsiasi altro praticante.

Lei vive tra Arezzo e la provincia di Cosenza: la Toscana e la Calabria sono due regioni con una forte tradizione massonica.

Si, hanno una forte storicità massonica e sono, secondo il mio punto di vista, il fiore all’occhiello della massoneria in Italia. Infatti sono maestro venerabile di due officine, una toscana e l’altra calabrese. E divido la mia vita tra queste due terre.

Cosa si fa in una loggia?

Di fatto, all’interno di un’officina (la loggia), i fratelli si riuniscono due volte al mese e trattano argomenti di varia natura. Come ad esempio, la filosofia. Non c’è contraddittorio, nessuno contraddice mai l’altro fratello, ma si esprimono i propri punti di vista in maniera rispettosa. Non si parla né di politica e né di religione. Cioè non si tratta la politica di partito e un credo religioso soltanto. Perché siamo “adogmatici”.

In più esiste l’obbligo di non essere atei, bisogna credere in un essere superiore, anche se in Francia, le logge stanno consentendo ai miscredenti di diventare massoni.

Normalmente i lavori vengono aperti sul prologo del vangelo di San Giovanni, perché se siamo battezzati è normale che ci sia quel libro, quando non lo si è tutti, si lavora su un libro bianco. In una loggia massonica si applicano i principi di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. Il nostro concetto è che ciascuno deve migliorare sé stesso affinché si possa migliorare l’umanità.

Una delle obiezioni che vengono fatte alla Massoneria è quella di essere contro la chiesa cattolica, quanto c’è di vero in questa affermazione?

E’ assolutamente falsa e andrebbe veramente contro i nostri valori. Noi siamo aperti a ogni fede. Secondo il loro punto di vista, il nostro adogmatismo cozza contro la dottrina della chiesa, che è assolutamente dogmatica.

Purtroppo la confessione cattolica non è predisposta al dialogo con noi, cerca di garantire il proprio potere temporale in tutti i modi. Quindi ritengo la sua posizione pretestuosa.

Un’altra accusa che vi viene mossa è quella di non ammettere donne.

L’ignorantaggine, in termini di non conoscenza, porta a convinzioni non veritiere. Ci sono obbedienze aperte alle donne, come la mia e tutte quelle di cui ho fatto parte.

La massoneria nasce dai costruttori di cattedrali, che ovviamente erano solo uomini, però oggi il ruolo della donna è cambiato fortunatamente, considera che esiste un ordine misto chiamato “Le Droit Humain”, che è uno dei più antichi d’Europa.

Qual è il valore più grande che le ha insegnato la massoneria?

La tolleranza.

Quale lettura massonica consiglierebbe?

Il Se di Rudyard Kipling

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