Che sia un momento di crisi, lo si verifica tutti ogni giorno, ma l’Istat con i suoi preoccupanti dati, consegna un quadro davvero allarmante
Sono 15 milioni gli italiani in difficoltà economica, ed una famiglia su cinque, vive disagi, “gravi”. Moltissimi gli italiani che vivono “appena sopra” la soglia di povertà.

I dati raccolti riguardano il 2013, e l’anno precedente erano ancora più allarmanti. Le statistiche si basano sull’indice di “deprivazione”, che detto così sembrerebbe per i non addetti alla materia, una cosa difficile.
Ed invece per avere chiare le idee basta pensare a quelle situazioni comuni, a molti cittadini che ormai non sono grado di sostenere le cosiddette “spese impreviste”, oppure quando accumulano arretrati nei vari pagamenti, come le rate del mutuo, l’affitto e le bollette.
Nel 2013 é stato il 23,4% delle famiglie italiane a presentare almeno tre delle nove difficoltà considerare dall’Istat.
Il 2,6% degli intervistati ha dichiarato di non potersi permettere una lavatrice, un televisore, un telefono e un’auto.

E la percentuale sale al 50,4% quando si tratta di non potersi permettere una vacanza lontano da casa.
E se le case del 19% della popolazione non sono riscaldate, c’è un 14,5% che non può permettersi un pasto adeguato neanche ogni due giorni.
Al sud come è noto vi è un forte svantaggio rispetto alla media nazionale. Le situazioni più difficili si registrano in Sicilia, Puglia, Calabria e Campania. Ed ancora si pensi che sono due milioni e mezzo i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e neanche lavorano.
In Italia purtroppo lavorano meno di sei persone su dieci in età compresa tra i 20 e i 64 anni. Nel 2013, infatti, il tasso di occupazione per questa fascia d’età è calato, scendendo sotto quota 60%.
Nella graduatoria europea, solamente Grecia, Croazia e Spagna presentano valori inferiori. E non si può non considerare il dato che vede la pressione fiscale in Italia raggiungere il 43,3% nel 2013, collocando il nostro Paese al sesto posto nell’Unione Europea.
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