Dal “borgo produttivo” di Montalto Uffugo ai vertici mondiali, Ivano Trombino si racconta a “Facce Da Città” tra il decennale del Vecchio Magazzino Doganale e il forte invito al riscatto culturale della Calabria

Una barba inconfondibile, una profonda passione per la propria terra e una storia imprenditoriale che ha varcato i confini nazionali. La 51ª puntata di “Facce Da Città”, il talk show condotto da Mariarosaria Rizzuti e Marcello Romanelli su Cosenza Post, ha ospitato Ivano Trombino, fondatore del “Vecchio Magazzino Doganale” e mente del celeberrimo amaro Jefferson, eletto in passato come miglior liquore al mondo.
Dieci anni di successi e ruralità
L’intervista ha coinciso con un traguardo importante: “Quest’anno festeggiamo i dieci anni del brand”, ha esordito Trombino, raccontando un’intensità e una crescita che raramente si vedono nel settore liquoristico in così poco tempo. Nato come agente di commercio e consulente, Trombino ha rivoluzionato la sua vita unendo lo studio erboristico alla riscoperta di una vecchia storia di famiglia legata a tre naufraghi american.
Da qui è nato il concetto di “produttore di liquori rurali”, un claim lanciato nel 2015 che mette al centro il rispetto della terra. “Basta uscire sul nostro territorio per raccogliere timo, ginepro o rosa canina. Cose straordinarie che la natura ci offre gratuitamente, mentre in altre parti del mondo non è così semplice”.
Da Martorano alle nuove frontiere della biodiversità
La sede del successo è a Martorano, una piccola frazione di Montalto Uffugo, trasformata in un vero e proprio “borgo produttivo”. Da lì, l’azienda si è espansa, acquisendo lo storico marchio cosentino Alpa Manfredi e continuando a investire sulle biodiversità calabresi: dal percoco di San Giorgio Albanese al riso di Sibari, fino al mango di Ricadi. Tra le novità spicca anche Satoyama, un amaro senza zucchero pensato per le nuove frontiere del palato.
Nonostante le dimensioni internazionali, il cuore dell’azienda resta familiare, con il coinvolgimento attivo dei figli Lucia e Francesco, e una filosofia ben precisa: “Non tutto a tutti i costi”, un invito a produrre con serenità e rispetto dei tempi biologici.
Un messaggio di orgoglio e cultura per i giovani
Sollecitato dai conduttori sul rapporto con la Calabria, Trombino ha rifiutato categoricamente la retorica del piagnisteo: “Siamo fortunati a vivere in una terra così bella. Dobbiamo toglierci di dosso il vizio di chiedere sempre”. Accostato per popolarità e amore del territorio al cantautore Dario Brunori, l’imprenditore ha concluso lanciando un messaggio forte ai giovani calabresi, indicando nello studio e nella cultura le uniche vere chiavi per rendere vincente il territorio.
Un’intervista intensa, che ha celebrato una delle “facce” più autentiche e vincenti della Cosenza che produce e che sa farsi valere nel mondo.

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