Grazie alla vittoria giunta all’esito dei calci di rigore contro la Spagna, l’Italia si è garantita l’accesso alla quarta finale europea della propria storia. Sino a ora il bilancio è di due sconfitte nel 2000 e nel 2012 e di una vittoria nel 1968, quando la Nazionale di Gigi Riva, Facchetti e Anastasi riuscì a battere in finale la Jugoslavia.
In finale gli azzurri dovranno vedersela con l’Inghilterra che, invece, è a caccia del primo successo continentale della propria storia e che non raggiungeva una finale in una competizione per Nazionali dal Mondiale casalingo del 1966.
32 risultati utili e 14 vittorie consecutive
La Nazionale di Roberto Mancini è riuscita a mettere in fila una serie impressionante di record che fanno di questa gestione una delle migliori della storia della nostra nazionale. Certo, per dare un senso ai record bisognerebbe portarsi a casa la coppa e secondo le quote vincente agli europei 2020 l’Italia ha buone possibilità di farlo, ma la finale contro l’Inghilterra sarà per mille motivi tutt’altro che semplice. Il record più incredibile degli azzurri è quello che vede la Nazionale di Roberto Mancini reduce da 14 vittorie consecutive tra amichevoli, qualificazioni mondiali, qualificazione europee e partite dell’Europeo. I risultati utili consecutivi degli azzurri sono invece 32 e anche questo dato rappresenta un record assoluto per la nostra Nazionale. Un altro record messo a segno dagli azzurri è quello ottenuto al termine dei tempi regolamentari contro l’Austria in una partita che, conclusasi con il risultato di 0-0, ha permesso all’Italia di tenere la propria porta inviolata per 1.168 minuti superando di poco il record appartenente a Dino Zoff da più di 40 anni. Sino a ora, poi, in questa edizione degli Europei gli azzurri hanno segnato ben 12 reti e hanno eguagliato il record messo a segno nelle edizioni dei campionati del mondo del 1934, del 1982 e del 2006, tutti e tre vinti dalla nostra Nazionale.
Pregi e difetti dell’Italia di Mancini
L’Italia di Mancini in questo Europeo ha messo in mostra tutte le proprie qualità, ma in qualche occasione sono emersi anche dei difetti strutturali che difficilmente potranno essere risolti nell’immediato. I punti di forza degli azzurri sono sicuramente la grande coesione del gruppo, sia in campo che fuori, che permette a tutti i giocatori di sentirsi al “sicuro” all’interno di una sistema e di esaltare le proprie individualità. Tra i punti deboli, invece, c’è sicuramente la scarsa vena realizzativa di Immobile e Belotti, che in una finale secca potrebbe rappresentare un grosso problema e, soprattutto, la scarsa fisicità del centrocampo formato da Verratti, Jorginho e Barella. Tutti e tre spesso sono stati tra i migliori in campo in fase di costruzione del gioco, ma allo stesso tempo hanno dimostrato di andare in difficoltà quando attaccati spalle come fatto dallo spagnolo Dani Olmo in semifinale.
Contro l’Inghilterra questo non dovrebbe rappresentare un problema in considerazione del fatto che spesso gli inglesi iniziano la manovra sugli esterni, ma la posizione di Mount potrebbe creare più di qualche difficoltà al nostro gruppo e, pertanto, il livello di attenzione dovrà essere elevatissimo.
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