In un valzer di pareri sul glifosato, ritenuto cancerogeno, la Calabria diventa il simbolo nazionale dei presidenti delle Regioni della Coalizione Italiana #StopGlifosato

Successivamente l‘Efsa (Agenzia alimentare europea), prendendo in considerazione anche i dati diffusi dalle industrie del settore, ha dichiarato il glifosato non cancerogeno mentre nel maggio 2016 Oms e Fao decidono di non esprimersi sulla cancerogenicità del glifosato ma solo sul rischio collegato all’uso di alimenti contenenti residui di glifosato: lo definiscono improbabile alle dosi prese in esame.
E così in questo altalenante summit di studi e pareri il glifosato è stato più volte preso in esame, lasciando interdetta l’opinione pubblica, ancora in attesa di una definita sentenza. Si attende la decisione europea sull’eliminazione del composto chimico dai campi e quindi dalla tavola. La regione Calabria intanto ha preso una decisione che l’ha posta ai vertici della Coalizione Italiana #StopGlifosato, e ha cioè interrotto i finanziamenti a chi utilizza il composto.
“La decisione di fatto accoglie e mette in atto la proposta che la Coalizione aveva avanzato a tutte le Regioni Italiane, come passo necessario verso l’obiettivo ‘Glifosato Zero’ più volte annunciato dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina – si legge nella lettera firmata dalla portavoce Maria Grazia Mammuccini per conto dei presidenti delle 45 associazioni che fanno parte della coalizione – Si tratta di un esempio concreto di come le Regioni, in attesa della decisione sul glifosato a livello europeo, abbiano la possibilità di interrompere immediatamente il finanziamento delle pratiche agronomiche che prevedono l’utilizzo di un prodotto cancerogeno per gli animali e probabile cancerogeno per l’uomo, oltre che principale inquinante delle acque superficiali e sotterranee come evidenziato dai dati Ispra”.
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