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La Calabria simbolo nazionale contro il glifosato

In un valzer di pareri sul glifosato, ritenuto cancerogeno, la Calabria diventa il simbolo nazionale dei presidenti delle Regioni della Coalizione Italiana #StopGlifosato

Nasce l’appello lanciato dai presidenti delle Regioni della Coalizione Italiana #StopGlifosato, l’erbicida ritenuto più volte cancerogeno ed estremamente diffuso. Un valzer di pareri ha negli anni tessuto una fitta trama sull’effettiva pericolosità dell’erbicida: nel 2015 lo Iarc, (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione) definì il glifosato un probabile cancerogeno, scatenando l’ira della Monsanto, la multinazionale che produce il Roundup contenente l’erbicida.

Successivamente l‘Efsa (Agenzia alimentare europea), prendendo in considerazione anche i dati diffusi dalle industrie del settore, ha dichiarato il glifosato non cancerogeno mentre nel maggio 2016 Oms e Fao decidono di non esprimersi sulla cancerogenicità del glifosato ma solo sul rischio collegato all’uso di alimenti contenenti residui di glifosato: lo definiscono improbabile alle dosi prese in esame.

E così in questo altalenante summit di studi e pareri il glifosato è stato più volte preso in esame, lasciando interdetta l’opinione pubblica, ancora in attesa di una definita sentenza. Si attende la decisione europea sull’eliminazione del composto chimico dai campi e quindi dalla tavola. La regione Calabria intanto ha preso una decisione che l’ha posta ai vertici della Coalizione Italiana #StopGlifosato, e ha cioè interrotto i finanziamenti a chi utilizza il composto.

“La decisione di fatto accoglie e mette in atto la proposta che la Coalizione aveva avanzato a tutte le Regioni Italiane, come passo necessario verso l’obiettivo ‘Glifosato Zero’ più volte annunciato dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina – si legge nella lettera firmata dalla portavoce Maria Grazia Mammuccini per conto dei presidenti delle 45 associazioni che fanno parte della coalizione – Si tratta di un esempio concreto di come le Regioni, in attesa della decisione sul glifosato a livello europeo, abbiano la possibilità di interrompere immediatamente il finanziamento delle pratiche agronomiche che prevedono l’utilizzo di un prodotto cancerogeno per gli animali e probabile cancerogeno per l’uomo, oltre che principale inquinante delle acque superficiali e sotterranee come evidenziato dai dati Ispra”.

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