Si è tenuto ieri 14 aprile, presso il teatro Morelli di Cosenza, il concerto del chitarrista statunitense, Scott Henderson, inserito nella rassegna culturale del festival “AlterAzioni” organizzato e diretto in maniera impeccabile da “MK Live” e “Be-Alternative”
AlterAzioni nasce come un festival capace di dare alla città di Cosenza la possibilità di respirare l’aria internazionale di quel mondo musicale che sa racchiudere in se diversi stili, sempre all’insegna della professionalità e del talento. Ed è quello che è accaduto durante la serata di ieri, la seconda in cartellone, che ha portato sul palco del teatro Morelli di Cosenza, l’ecletticità e il virtuosismo di Scott Henderson.

Il grande musicista, protagonista indiscusso della scena modern-jazz e blues mondiale, accogliendo l’invito a partecipare al festival AlterAzioni, ha raccontato il suo nuovo progetto discografico, dal titolo “Vibe Station”, il lavoro più ambizioso della sua carriera – così come dichiara in una intervista concessa in esclusiva al Cosenza Post – attraverso due ore di spettacolo durante il quale, un teatro pieno, ha potuto godere della capacità che Scott Henderson ha di far cantare, urlare, ululale la sua chitarra, mentre incede facendosi spazio tra sonorità esclusive.
Presenti in teatro molti giovani, oltre a musicisti ed appassionati, segno del fatto che la città di Cosenza, ha apprezzato moltissimo l’impegno degli organizzatori del Festival che stanno lavorando alacremente per offrire al pubblico sempre spettacoli di altissimo livello artistico.
Con Scott Henderson sul palco del Morelli ieri sera, Travis Carlton al basso ed Alan Hertz alla batteria, musicisti strepitosi capaci di star dietro al virtuosismo del loro leader attraverso sinergie impeccabili e abilità fuori dal comune.

Un concentrato di talento ed energia, dunque nella performance di Scott Henderson, mentre nel suo concerto ce n’è per tutti i gusti, perchè lui è capace di passare da un intro jazz, al rock, al fusion, senza che lo spettatore se ne accorga.
Assoli che si inerpicano lungo un tempo sostenuto, attraverso un numero impressionante di note, a volte volutamente “distorte” che, velocissime, non lasciano spazio al respiro, ma battono “in testa” e sfumano sotto le dita del chitarrista che arpeggia, poi “sleppa”, incastrandosi perfettamente a quella base ritmica che porta a spasso il groove.
Imbraccia la chitarra e non le da tregua, Scott Henderson, mentre le note diventano altissime, svisate e ricche di stile. “Ostinato” su alcune ottave, scorre in fase ascendente con una bravura degna di nota.
Lui, re delle contaminazioni, innesca la miccia del tempo, sul quale imbastisce scorribande musicali, intrappolando l’ascoltatore. Sound a tutto tondo, roba da talentuosi, insomma. Bravissima la base ritmica, con Travis Carlton e Alan Hertz, che spesso si lasciano andare ad assoli emozionando il pubblico che applaude con energia.

Alan Hertz va di “cassa e rullante” utilizzando gli spash per sottilineare i controtempi.
Durante il concerto Scott rompe una corda alla chitarra e con nonchalance, chiacchierando con il suo pubblico la sostituisce, riprendendo a suonare, più forte e più intensamente di prima.
La sorpresa al suo pubblico Scott Henderson la riserva nel finale, durante il bis, quando il blues, che tanto gli appartiene corre in maniera adrenalinica e senza remore, dalle corde della sua chitarra sino ai brividi di un pubblico entusiasta, che si lascia andare ad un applauso fragoroso e genuino.
Al termine del concerto, il chitarrista ha accettato l’incontro con il suo pubblico, firmando autografi, facendosi fotografare e distribuendo il suo nuovo album.

Un plauso anche agli organizzatori Marco Verteramo, Cristian Romeo e Fabrizio Cariati, che in questa rassegna musicale non solo hanno messo l’idea, ma anche le capacità organizzative e che hanno saputo essere, anche ieri sera, splendidi padroni di casa.
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