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La droga dei cristalli arriva a Cosenza

A Cosenza, nelle pieghe della notte e nei corridoi meno illuminati della città, circola un nome che fino a poco tempo fa sembrava lontano, quasi esotico: Shaboo.

Cristalli trasparenti, taglienti come vetro, una droga che brucia veloce e lascia il segno. Non è più solo una voce raccolta a mezza bocca nei bar o nei racconti sussurrati tra i più giovani: oggi è un dato di cronaca nera.

La Shaboo – una metanfetamina di nuova generazione, potente e spietata – ha fatto capolino anche nel Cosentino, insinuandosi nei circuiti dello spaccio locale con una rapidità che preoccupa investigatori e sanitari. Non è l’eroina dei vicoli né la cocaina dei locali alla moda: è una sostanza che promette euforia, lucidità artificiale, notti senza sonno. E presenta il conto subito dopo.

A lanciare l’allarme è stato il procuratore della Repubblica Vincenzo Capomolla, che ha parlato senza mezzi termini di una presenza «allarmante» sul territorio. Un termine pesante, scelto con cura, che fotografa una situazione in evoluzione e tutt’altro che marginale. Perché la Shaboo non è solo una nuova droga: è un salto di qualità, verso forme di dipendenza più aggressive e difficili da intercettare.

Le indagini raccontano di piccoli quantitativi, di passaggi rapidi, di contatti che si muovono tra chat criptate e consegne lampo. È una droga che non fa rumore, che non ha ancora un volto preciso, ma che lascia tracce evidenti nei comportamenti: paranoia, aggressività, crolli improvvisi. I pronto soccorso iniziano a vederne gli effetti, anche se spesso arrivano sotto altre etichette.

Cosenza non è nuova alle sfide della criminalità, ma la comparsa della Shaboo segna un cambio di passo. Qui non si tratta solo di repressione, ma di prevenzione, di capire prima che il fenomeno si radichi davvero. È il classico momento in cui la cronaca anticipa l’emergenza, quando i segnali sono ancora pochi ma chiari per chi sa leggerli.

La città osserva, forse incredula. Ma intanto la sostanza gira, passa di mano in mano, e si insinua dove c’è fragilità, solitudine, voglia di fuga. La Shaboo non fa distinzione: entra ovunque trovi spazio.

La droga dei cristalli arriva a Cosenza
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