Sono tempi drammatici questi per la Sanità Calabrese, che versa, ormai da anni, in una situazione davvero disperata. A testimoniarlo: la mancanza di personale, la negazione del diritto alla salute per migliaia di cittadini, le infinite liste d’attesa, la scarsità dei posti letto che costringe pazienti appena operati a sostare per giorni nei corridoi e il vergognoso scandalo degli ospedali “fantasma” nuovi di zecca, mai entrati in funzione e costati milioni di euro
E’ un quadro davvero impietoso quello che si prospetta guardando alla sanità calabrese, ormai da anni in balia delle onde, tra mancanza di personale e inspiegabili sprechi. Il diritto alla salute, per milioni di cittadini italiani, si trasforma di giorno in giorno, in una vera e propria utopia. Nonostante la sanità italiana si piazzi ancora tra le migliori in Europa, la spesa procapite investita per la cura del cittadino in Italia, è minore rispetto a quella impiegata da Paesi quali Francia e Germania, e la sanità pubblica versa in una condizione di totale sofferenza. I tempi di attesa per esami, visite ed interventi si fanno sempre più lunghi e i Tickets stanno raggiungendo costi davvero insostenibili. I dati parlano chiaro, cresce il numero dei pazienti costretti a rivolgersi ai privati: nel 2015 sono stati ben 569 gli euro che ciascun cittadino italiano ha speso di tasca propria per visite ed esami, contro i 485 del 2013.

Davvero disastroso il quadro della giungla sanitaria calabrese. Al penultimo posto tra le regioni italiane in fatto di garanzia dei LEA- livelli di assistenza del cittadino, la Calabria fa parlare di sé per gli imperdonabili errori medici responsabili di morti che con più attenzione si sarebbero potute evitare, per la carenza di posti letto nelle strutture ospedaliere, di personale medico ed infermieristico e soprattutto per gli emblematici casi dei cosiddetti ospedali ‘fantasma’, strutture che sulla carta sarebbero potute diventare un fiore all’occhiello della sanità regionale e negli anni impietosamente abbandonate al loro destino.
Rappresentativi di un quadro tanto allarmante, sono i casi registrati nella Provincia di Reggio Calabria, in cui tante, troppe, risultano essere le problematiche e le anomalie. Potenzialmente sarebbe potuto essere uno tra i centri più all’avanguardia d’Europa, eppure, il reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale Riuniti di Reggio Calabria, nonostante sia stato completato e collaudato nel 2011, non ha ancora visto l’apertura al pubblico. 18 milioni di euro circa, questa la cifra spesa per la realizzazione di una struttura di ben 4230 metri quadri, ricca di attrezzature di ultima generazione e mai entrata in funzione, per un danno erariale di ben 40 milioni di euro. Paradigmatico anche il caso dell’Ospedale di Rosarno, terminato nel 1991 e costato ben 7 miliardi di euro, ora in uno stato di vergognoso abbandono, nonché quello del Nosocomio di Gerace, struttura destinata ad ospitare l’Ospedale Geriatrico per Lungodegenza e Riabilitazione, dotata di 140 posti, realizzata con una spesa di 9 miliardi di vecchie lire circa, conclusa nel 1996 e anch’essa mai aperta.
Sperpero di denaro pubblico anche nella provincia di Cosenza. Più di 20 miliardi di lire impiegati e buttati per la costruzione dell’Ospedale cittadino che sarebbe dovuto sorgere a Scalea, tristemente famoso ai cosentini come ‘L’ospedale fantasma’. Attività specialistiche – dalla chirurgia a ostetricia – da condurre con attrezzature all’avanguardia, un servizio del 118, un laboratorio di analisi e la guardia medica: questi i servizi che l’imponente struttura di ben 5 piani, avrebbe dovuto garantire ai cittadini. Ma della grande opera sanitaria è rimasto ben poco, devastata dai vandali è ora pressoché inutilizzata, in funzione v’è solo il primo piano ove sono presenti un poliambulatorio, un centro psichiatrico e un Sert (disintossicazione da droghe e alcol).
Sprechi e buchi neri per milioni di euro quelli che macchiano la sanità calabrese, una situazione critica alla quale non si è giunti a una definitiva soluzione a discapito dell’utenza regionale che rimane in sala di attesa…
Vai al contenuto



