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“La notte prima”, un film che convince e che interroga un po’

Si è tenuta ieri, 6 novembre, presso il cinema Modernissimo di Cosenza, la prima del film “La notte prima”, scritto e diretto da Fabrizio Nucci e Nicola Rovito

I registi Fabrizio Nucci e Nicola Rovito ed il produttore Andrea Solano
I registi Fabrizio Nucci e Nicola Rovito ed il produttore Andrea Solano

Un cinema pieno, stracolmo di gente di diverse età, ha assistito ieri alla prima del film “La notte Prima”, che porta il marchio “Made in Cosenza”, considerato che la pellicola è stata scritta, diretta, realizzata, prodotta a Cosenza. Una Cosenza che è riuscita a divenire la protagonista – quasi assoluta – di un mediometraggio che, dopo essere stato presentato lo scorso 3 settembre alla 72esima mostra del cinema di Venezia, torna a casa, ad interrogare il pubblico, per scoprire se “il senso” dato al film, arrivi dritto dritto alle emozioni dello spettatore.

Presenti in sala, i registi, Fabrizio Nucci e Nicola Rovito, il produttore Andrea Solano, Alessandro Russo, direttore artistico de “La primavera del cinema italiano” e Giuseppe Citrigno, presidente dell’associazione culturale “Le pleiadi”, ideatore della manifestazione. E poi ancora tutti gli addetti ai lavori e i protagonisti del film, Francesco Aiello, Stefania De Cola, e Marco Tiesi.

I registi del film "La notte prima"
I registi del film “La notte prima”

Durante la breve conversazione iniziale, introdotta e moderata dalla giornalista Raffaella Salamina, a trasparire forte e prorompente non solo l’entusiasmo che è stato motore trainante di questa avventura cinematografica, ma anche la convinzione che sostenere il cinema indipendente, ed incoraggiare il talento di casa nostra, possa essere non solo un modo per rendere migliore la macchina economica locale, ma anche per far crescere la cultura, che passa inevitabilmente attraverso l’arte, anche quella cinematografica.

Emozionati i registi Nucci e Rovito, curiosi di sapere che effetto avrebbe fatto il loro film a Cosenza, considerato che la pellicola mostra scorci meravigliosa di una città che non viene forse abbastanza apprezzata, nella sua bellezza storica e in quelle potenzialità che racchiude in se. Una città ripresa magistralmente tra lo storico e il metropolitano.

“La notte prima” narra la storia di un giovane attore di teatro, che fa ritorno nella città natale, in occasione del suo spettacolo al teatro Rendano, uno spettacolo imperniato sul mito del Re Alarico. Torna in città proprio quando suo padre, ricco imprenditore locale, decide di finanziare gli scavi, alla ricerca di quel tesoro del re dei Goti che in molti pensano essere seppellito nel vallo del fiume Busento. A Stefano – interpretato da Francesco Aiello – giovane attore, tocca la parte del Re Alarico in punto di morte, ma in punto di morte sarà anche suo padre, che sentitosi male proprio il giorno della presentazione del progetto degli scavi, non fa in tempo a vedere suo figlio far rientro a casa.

La cosa molto bella di questo film, è che custodisce, nel “cuore” della storia, una gran bella morale, capace di condurre alla riflessione che riguarda la coscienza che dovrebbe regolare le azioni umane e che a volte invece, sono svestite di ogni nobile gesto. Stefano, in scena, sul palco di un bellissimo Teatro Rendano, cambia le battute finali del suo monologo, e mostra una fragilità emotiva, che però subito dopo diviene la sua forza, portando il suo personaggio Alarico, a chiedere quasi perdono per tutte le azioni condotte in vita. Essere ricordato dunque non per le gesta, ma per la capacità di redimersi.

Il produttore Andrea Solano
Il produttore Andrea Solano

Un film tra suggestione e ricordi, sospeso su una Cosenza che pulsa e che “si racconta” da sola, attraverso le sue bellezze e quello scorrere dal passato al futuro, conservando dettagli che non possono e non devono mai essere dimenticati. Il protagonista, la “notte prima” del suo debutto, si impossessa di essa, delle sue sfumature, dei suoi colori e del suo buio che a tratti tenta anche di inghiottirlo. Si impossessa di luoghi che lo (ri)chiamano, apparentemente senza un perché.

Suspance e quel “colpo di scena” sul finale, classico dei film dell’accoppiata vincente Nucci-Rovito, che riescono a tenere lo spettatore con il giusto fiato sospeso, sia in quelli che sono i mediometraggi, che nei corti, con i quali hanno vinto prestigiosi premi. Suspance ben calibrato, quando il protagonista, vive la città vecchia nella “notte prima” e ricorda un passato con i quali finalmente, riesce a fare i conti.

Ottime le musiche di Francesco Perri, perfettamente incastonate nelle immagini e non viceversa, come se la musica riuscisse ad essere essa stessa la protagonista capace di rapire lo spettatore alzando l’attenzione su ciò che di lì a poco accade. Molto bella la fotografia, per dettagli e senso scenico.

Sala gremita per la proiezione del film "La notte prima"
Sala gremita per la proiezione del film “La notte prima”

Quel che c’è, c’è stato, forse c’è da sempre, o non ci sarà mai, riguardo il famoso e chiacchierato “tesoro di Re Alarico”, si vive bene nella pellicola che non solo è molto scorrevole ma mette lo spettatore nella condizione di credere quello che più gradisce, proprio in questo periodo nel quale si è scelto di capirne di più.

Bello il finale che ricalca l’inizio, in quel senso “dell’andare, del tornare”, del viaggio che è condivisione e speranza.

Una crescita artistica netta, quella dei due registi calabresi, che dalla fondazione della loro casa di produzione cinematografica “Open Fields Productions”, hanno fatto un percorso di maturazione che sta prendendo piede, considerata la capacità che Nucci e Rovito possiedono, di scrivere, dirigere, e star dietro alla “macchina” inteso come “progetto”.

Lungimirante e capace di scorgerne la bravura, Andrea Solano, che il film lo ha prodotto, in collaborazione con il comune di Cosenza e che lo ha condotto per mano, lungo quei circuiti capaci di mettere in evidenza la voglia di realizzare progetti cinematografici che abbiano come fine ultimo, non solo il successo della pellicola, ma anche la capacità di sollevare nello spettatore le giuste emozione e riflessioni e non in ultimo la scoperta dei luoghi vissuti, che possono costituire una grande potenzialità per l’arte cinematografica.

Molti ieri sera sono rimasti fuori, perché la sala era già piena sin dalle ore 20. Un successo decretato non solo dall’affetto della città di Cosenza, ma dalla capacità degli addetti ai lavori di presentare al pubblico un prodotto di qualità tecnica e di contenuti.

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