Si fa sempre più ingarbugliata la situazione in serie B, dove già due squadre hanno dovuto rinunciare all’iscrizione al prossimo campionato a causa di problemi finanziari.
Il primo club a gettare la spugna è stato il Cesena: in una nota diffusa sul sito ufficiale il presidente Giorgio Lugaresi, impegnato fino all’ultimo per tentare di districare la matassa, ha comunicato il prossimo fallimento della società romagnola. A nulla sono serviti i disperati tentativi di ripianare l’enorme massa debitoria accumulata dal sodalizio bianconero, la cui cifra ammonta a circa 73 milioni di euro.
Non è stato presentato inoltre nessun ricorso alla decisione della Covisoc di bocciare la richiesta d’iscrizione del Cesena al prossimo campionato di serie B. Vanno così in fumo 78 anni di onorata storia, tra i quali spiccano le 13 stagioni disputate nella massima serie. Il prossimo passo verso la chiusura della pratica è l’udienza del fallimento, convocata dalla Procura della Repubblica di Forlì per il 9 agosto.

Piange anche la Bari calcistica, che sparirà dai radar del calcio nazionale dopo 110 lunghissimi anni. Anche in questo caso si è fatto di tutto per evitare il baratro, ma l’unica ancora di salvataggio, rappresentata dalla trattativa che avrebbe trasferito i beni del club biancorosso nelle mani di una nuova cordata guidata da Andrea Raddrizzani, attuale proprietario del Leeds, e il barese Ferdinando Napoli, è sprofondata nella giornata di ieri.
Fallito miseramente il tentativo di ricapitalizzazione di 3 milioni di euro e la contemporanea acquisizione del 68% delle quote societarie. Ecco le parole di Raddrizzani: “Negli ultimi giorni abbiamo valutato attentamente la possibilità di investire nel AS Bari insieme ad altri partners e investitori locali. Purtroppo il poco tempo disponibile per eseguire una due diligence dettagliata e approfondita consona ad una operazione con un alto profilo di rischio ci costringono a malincuore ad abbandonare questa idea e sfida”.
A questo punto la serie B rimane orfana di 2 squadre, chi potrebbe colmare il buco? Siena e Ternana sono le compagini più accreditate per completare il roaster del campionato cadetto. In bilico però c’è anche l’Avellino: ieri la Covisoc ha contestato al club irpino la mancanza della fideiussione prevista per l’iscrizione al torneo. I legali dell’Avellino invece sostengono di averla inviata separatamente. Il solito caos, non c’è che dire, l’ennesima lunga estate del calcio italiano è appena agli inizi.
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