Il 29 ottobre la presentazione del volume di Giuseppe Ferraro, edito da Carocci, nell’Aula consiliare di Palazzo dei Bruzi. Un appuntamento promosso dalla Commissione Cultura del Comune di Cosenza, in collaborazione con l’Associazione Italiana Parchi Culturali e il Lions Club Cosenza Host, per riflettere sul valore educativo e civile della scuola.
Di Anna Maria Ventura
La scuola come luogo di apprendimento, ma anche come spazio di crescita umana, di incontro tra generazioni e di costruzione della convivenza civile. È questo il filo conduttore dell’iniziativa in programma giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 17.30, nell’Aula consiliare di Palazzo dei Bruzi, a Cosenza, dove sarà presentato il volume “La storia tra i banchi” di Giuseppe Ferraro, pubblicato da Carocci.
L’incontro si propone di riportare al centro del dibattito pubblico il significato più profondo dell’esperienza scolastica, una realtà nella quale si intrecciano educazione, formazione del pensiero, relazioni sociali e riconoscimento delle differenze. La presentazione del libro diventa così un’occasione per interrogarsi sul ruolo della scuola nella società contemporanea e sulla sua capacità di promuovere consapevolezza, partecipazione e inclusione.
La scelta dell’Aula consiliare di Palazzo dei Bruzi conferisce all’evento un ulteriore significato: la presentazione si svolge in uno spazio istituzionale della città, sottolineando il valore pubblico dei temi affrontati e il legame tra cultura, scuola e cittadinanza.
La Commissione Cultura del Comune di Cosenza, guidata da Mimmo Frammartino, si fa promotrice dell’ appuntamento che riconosce alla cultura una funzione essenziale nella vita della comunità. Il coinvolgimento della Commissione Cultura sottolinea l’importanza di sostenere occasioni di confronto sui temi della formazione, della memoria storica e della crescita civile, valorizzando al tempo stesso gli spazi pubblici come luoghi di partecipazione.
Accanto alla Commissione Cultura opera AIParC Cosenza, l’Associazione Italiana Parchi Culturali, presieduta da Tania Frisone. L’associazione promuove iniziative rivolte alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla diffusione della conoscenza, favorendo il dialogo tra persone, istituzioni e realtà associative. La collaborazione con AIParC risulta particolarmente significativa per un libro che attribuisce al territorio, alla memoria e alla loro trasmissione un ruolo centrale nell’esperienza educativa.
Partecipa all’organizzazione anche il Lions Club Cosenza Host, rappresentato dal suo presidente Anthony Filardi. Il club, inserito nella rete internazionale Lions, affianca all’attenzione per la comunità, attività di servizio e iniziative di carattere sociale e culturale. La sua presenza contribuisce a rafforzare la dimensione collettiva dell’evento, accomunando realtà differenti attorno a una riflessione sul valore dell’educazione e della responsabilità civica.
La collaborazione tra questi tre soggetti restituisce il senso dell’iniziativa: la promozione culturale acquista maggiore incisività quando le istituzioni e le associazioni lavorano insieme, costruendo occasioni di incontro capaci di coinvolgere il mondo della scuola e la società civile.
A introdurre e accompagnare i lavori sarà Mimmo Frammartino, presidente della Commissione Cultura, Turismo e Spettacolo del Comune di Cosenza. A lui spetterà il compito di aprire l’incontro e moderarne lo svolgimento, accompagnando il pubblico attraverso i diversi contributi e favorendo il collegamento tra la presentazione editoriale e le questioni più ampie sollevate dal volume.
La sua funzione si inserisce in una tradizione di iniziative culturali che vedono Palazzo dei Bruzi come luogo di confronto su temi legati alla storia, alla letteratura e all’identità del territorio.
I saluti istituzionali saranno affidati a Tania Frisone, presidente di AIParC Cosenza, e Anthony Filardi, presidente del Lions Club Cosenza Host.
Il contributo di Tania Frisone rappresenterà la prospettiva dell’associazionismo culturale, impegnato nella promozione della conoscenza e nella valorizzazione delle risorse culturali del territorio. Il suo intervento si colloca in una visione della cultura intesa non soltanto come conservazione del patrimonio, ma anche come occasione di crescita e partecipazione.
Anthony Filardi porterà invece la voce del Lions Club Cosenza Host, una realtà che affianca all’impegno sociale iniziative rivolte alla comunità. La sua presenza conferma l’interesse del club per un appuntamento nel quale l’educazione, l’inclusione e la formazione della persona rappresentano temi di interesse collettivo.
A introdurre il volume sarà la scrivente, Anna Maria Ventura, socia di AIParC Cosenza, intellettuale e studiosa, impegnata nella valorizzazione della storia e della letteratura attraverso attività di approfondimento e scrittura.
Il suo intervento assume un ruolo centrale perché offrirà la cornice interpretativa per accostarsi al lavoro di Giuseppe Ferraro, aiutando a coglierne il significato culturale e pedagogico. Il tema della storia insegnata a scuola, infatti oltre a riguardare le metodologie didattiche, investe il modo in cui una comunità trasmette la propria memoria, rende comprensibili le trasformazioni del passato e forma cittadini capaci di leggere criticamente il presente.
Tra gli interventi figura quello di Loredana Giannicola, Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria.
Il suo contributo porterà al centro dell’incontro la prospettiva istituzionale del sistema scolastico, in un momento nel quale la scuola è chiamata a confrontarsi con trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche sempre più rapide.
I temi del libro, educazione civica, interdisciplinarità e inclusione, si collegano direttamente alle questioni che riguardano l’organizzazione della scuola, la formazione degli insegnanti e la costruzione di ambienti educativi capaci di rispondere ai bisogni degli studenti.
La presenza della Direttrice generale dell’USR Calabria conferisce all’iniziativa un rilievo particolare: il confronto con il volume di Ferraro potrà essere letto anche come un’occasione per riflettere sulle sfide della scuola calabrese e sul ruolo della formazione nel contrasto alle disuguaglianze educative.
Interverrà inoltre Giuseppe Cosenza, Docente di Filosofia del linguaggio all’Università della Calabria.
La sua presenza arricchisce il confronto con una prospettiva accademica che può contribuire ad approfondire il rapporto tra linguaggio, conoscenza e processi di apprendimento. Il modo in cui si costruiscono e si comunicano i saperi, infatti, è fondamentale per comprendere come la storia possa essere insegnata e interpretata attraverso differenti discipline.
La filosofia del linguaggio invita a interrogarsi sul significato delle parole, sulle forme della comunicazione e sui processi attraverso i quali attribuiamo senso alle esperienze. Sono questioni che dialogano con una concezione dell’insegnamento non limitata alla trasmissione di contenuti, ma orientata alla comprensione, al confronto e allo sviluppo del pensiero critico.
Nel contesto della presentazione, il suo intervento rappresenterà dunque un contributo utile a mettere in relazione la riflessione storica con quella filosofica e con le modalità attraverso le quali la conoscenza prende forma nell’esperienza educativa.
La serata sarà arricchita da intermezzi musicali a cura del maestro Ferdinando Autiero.
La musica introdurrà una dimensione artistica che si affianca alla riflessione storica e pedagogica, ricordando come la formazione culturale passi anche attraverso l’esperienza estetica e l’ascolto.
Sarà presente all’appuntamento l’autore Giuseppe Ferraro.
Pubblicato nel marzo 2026 da Carocci editore, nella collana Studi Storici, “La storia tra i banchi. Educazione civica, interdisciplinarità, inclusione” è un volume che nasce dall’incontro tra ricerca storica e pratica didattica.
L’opera affronta una questione fondamentale per il mondo dell’istruzione: come insegnare la storia in modo che non rimanga una successione di avvenimenti da memorizzare, ma diventi uno strumento per comprendere la società, interpretare i cambiamenti e sviluppare consapevolezza civile.
Ferraro mette in relazione la dimensione umanistica con le pratiche didattiche, la tradizione con l’innovazione e la ricerca con la divulgazione. Il risultato è un percorso che si rivolge agli insegnanti, ai futuri docenti, agli studiosi e a quanti si interessano al ruolo della scuola nella società contemporanea.
Uno degli aspetti più rilevanti del libro è la scelta di collegare la storia all’educazione civica. Conoscere il passato significa anche comprendere come si siano formate le istituzioni, quali conflitti abbiano attraversato le società e quali valori siano alla base della convivenza democratica.
La storia, in questa prospettiva, aiuta a riconoscere la complessità dei fenomeni e a sottrarsi alle interpretazioni semplicistiche. Il confronto con le fonti, la ricostruzione dei contesti e la pluralità dei punti di vista costituiscono strumenti essenziali per formare cittadini capaci di valutare criticamente le informazioni.
Un secondo asse fondamentale è l’interdisciplinarità. Il volume propone un insegnamento che favorisca il dialogo tra la storia e gli altri ambiti del sapere, mettendo in relazione conoscenze, competenze e strumenti differenti.
La storia può essere affrontata attraverso la geografia, la letteratura, le arti, le fonti documentarie e le tecnologie digitali. Un evento storico è comprensibile solo se non viene separato dal contesto territoriale, dalle condizioni economiche, dalle idee e dalle relazioni sociali che lo hanno determinato.
Questo approccio permette di superare una didattica frammentata, nella quale ogni disciplina rischia di rimanere isolata e favorisce, invece, la costruzione di collegamenti utili a comprendere la realtà.
Il territorio assume, in tale prospettiva, un’importanza particolare: archivi, luoghi della memoria, monumenti e testimonianze possono trasformarsi in risorse educative, capaci di avvicinare gli studenti alla storia attraverso esperienze concrete.
Il terzo elemento è l’inclusione. Lungi dall’essere un tema accessorio, è una questione che riguarda direttamente la qualità dell’insegnamento.
Una didattica inclusiva richiede di riconoscere le differenze tra gli studenti, valorizzare le diverse modalità di apprendimento e progettare attività che consentano a ciascuno di partecipare al percorso formativo.
La storia, grazie alla pluralità delle fonti e delle forme narrative, può offrire molteplici possibilità di accesso alla conoscenza. Documenti, immagini, mappe, testimonianze, strumenti digitali e attività laboratoriali possono concorrere alla costruzione di esperienze di apprendimento più partecipate.
In questa prospettiva, l’inclusione oltre a coincidere con l’attenzione alle fragilità individuali, riguarda l’organizzazione stessa della didattica e la capacità della scuola di diventare una comunità di apprendimento.
È un tema che conferisce al libro una particolare attualità, perché richiama la responsabilità educativa delle istituzioni e degli insegnanti nella costruzione di ambienti scolastici aperti, consapevoli e rispettosi delle differenze.
L’indice del libro restituisce la varietà degli argomenti affrontati. Si parte dalla geostoria e dal confronto tra conoscenze e competenze, per poi sviluppare percorsi che riguardano la didattica laboratoriale, il territorio e l’impiego degli strumenti digitali.
Questi percorsi mostrano come il volume alterni riflessione metodologica ed esempi di applicazione. Oltre a proporre principi generali, esplora attività e pratiche attraverso cui rendere la storia più partecipata, collegandola alle esperienze degli studenti e alle questioni del presente.
Particolarmente significativo è il rapporto tra storia nazionale e dimensione locale. Studiare un grande evento attraverso le vicende di un territorio o di una comunità può rendere più comprensibili processi che altrimenti rischierebbero di rimanere astratti.
La memoria locale diventa un punto di partenza per ricostruire legami, confrontare fonti e comprendere come le esperienze delle comunità si inseriscano nella storia italiana ed europea.
È proprio qui che il libro si collega con particolare efficacia alla realtà calabrese, ricca di patrimoni storici, testimonianze e luoghi che possono diventare strumenti di conoscenza e occasioni di ricerca.
L’autore, Giuseppe Ferraro, è originario di Longobucco, in provincia di Cosenza, ed è dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino.
La sua attività si sviluppa lungo una linea di ricerca che mette in relazione storia contemporanea, didattica e formazione degli insegnanti. Fa parte della commissione Didattica e scuola dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri” e della Società italiana per lo studio della storia contemporanea; coordina inoltre la commissione didattica dell’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea.
È anche Presidente del Comitato provinciale di Cosenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, incarico che lo pone a contatto con le attività di ricerca e valorizzazione della memoria storica sul territorio.
Il suo profilo restituisce la figura di uno studioso interessato alla ricostruzione degli avvenimenti e alle modalità con cui la conoscenza storica viene trasmessa e resa accessibile.
La riflessione sulla didattica rappresenta infatti una prosecuzione naturale del lavoro dello storico: se la ricerca ricostruisce e interpreta il passato attraverso le fonti, l’insegnamento deve trovare strumenti adeguati per accompagnare le nuove generazioni nella comprensione di quel patrimonio.
Il volume nasce proprio da questa consapevolezza e dall’esperienza maturata tra ricerca, sperimentazione educativa e formazione.
Le esperienze locali diventano punti di partenza per interrogare le vicende nazionali, ricostruire le trasformazioni sociali e comprendere il rapporto tra le comunità e le istituzioni.
Il punto di contatto tra queste riflessioni è l’idea che la memoria acquisti valore quando viene conosciuta, discussa e trasmessa. La scuola può svolgere un ruolo decisivo in questo processo, offrendo strumenti per distinguere i fatti dalle interpretazioni, confrontare le testimonianze e comprendere le ragioni della complessità storica.
L’obiettivo è quello di formare studenti preparati, ma anche persone capaci di partecipare consapevolmente alla vita democratica.
La presentazione del 29 ottobre a Cosenza si annuncia, dunque, come un momento di confronto che supera i confini della semplice presentazione editoriale.
Il libro di Ferraro pone interrogativi che riguardano insegnanti, istituzioni, famiglie e cittadini: quale posto deve occupare la storia nella formazione delle nuove generazioni? In che modo la scuola può contrastare la frammentazione dei saperi? Come promuovere un’educazione che sappia coniugare rigore scientifico, partecipazione e inclusione?
Sono questioni che richiedono il contributo di competenze differenti e che trovano nell’incontro tra il mondo accademico, il sistema scolastico e l’associazionismo culturale un terreno favorevole di discussione.
Perché la storia lungi dall’appartenere soltanto al passato, vive nel modo in cui una società comprende se stessa, riconosce le proprie radici e prepara le generazioni future ad affrontare il presente.
E, come suggerisce il titolo del volume di Giuseppe Ferraro, è proprio tra i banchi di scuola che questo dialogo tra memoria e futuro può trovare uno dei suoi luoghi più importanti.

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