Regionalismo differenziato e il Gabinetto dei Comuni e dei Sindaci

Le prerogative costituzionali ed istituzionali dell’Istituto regionale, con il passare del tempo, sono state sempre più disattese e ciò ha generato sfiducia verso l Regione.
Purtroppo, durante l’intero arco di vita dell’Istituto regionale, sono state via via irrigidite le risorse finanziarie disponibili, creando un immobilismo nella “programmazione libera” degli investimenti, sia a livello annuale che a livello pluriennale.
Alla Calabria serve un regionalismo poggiato sulla solidarietà. Sia chiaro: la critica, giusta e doverosa al regionalismo differenziato, alla cosiddetta secessione dei ricchi non deve però trasformarsi in un’assoluzione dell’attuale regionalismo.
Che ha i suoi limiti, le sue colpe e che, certamente, è fra le cause del crescente divario di produttività con le regioni del Nord.
Occorre però uno sforzo di lucidità e di onestà intellettuale.
Il passaggio dalla spesa storica ai costi standard deve diventare un’occasione di qualificazione della spesa anche per la Calabria.
Ma questo non significa abbandonare il principio costituzionale della solidarietà e della sussidiarietà.
Detto questo è inutile negarlo: la spesa improduttiva in Calabria esiste ed è enorme.
Si parla sempre di bilancio regionale ingessato perché assorbito dalla sanità all’80%.
Siamo sicuri che tutte le voci di spesa della sanità o di altra capitoli siano davvero incomprimibili?
Siamo proprio sicuri che si spenda secondo efficienza?
Il problema è sempre di credibilità: non si può arrivare sui tavoli nazionali con il triste primati di frodi sui finanziamenti UE o con tempi di esecuzione di lavori pubblici che superano il decennio.
La battaglia sulla legalità è la battaglia sulla nostra credibilità.
La Regione deve delegare: è l’unico modo per condividere, con coloro che sono muniti di legittimità democratica ai diversi livelli sub-regionali, il percorso più giusto e sano dello sviluppo globale.
A questo proposito, pensavo ad un Tavolo permanente con gli Enti Locali, una sorta di Gabinetto dei Comuni e dei Sindaci per rendere immediate le decisioni e i confronti tra Regione e Comuni.
Per darvi contezza delle ragioni di questa idea vorrei citarvi solo alcuni dati sui tempi medi di realizzazione delle opere pubbliche: si parla di 10 anni per le opere di entità superiore ai 10 milioni di euro e di oltre 1.500 giorni tra la data per la progettazione esterna e la data di aggiudicazione dei lavori.
Sono numeri che spiegano tutto. Davvero inconcepibili.
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