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Avvocato

L’avvocato del garbo e della lealtà: il ricordo di Antonio Testa nelle parole di Francesco Capocasale

A una settimana dalla scomparsa di Antonio Testa, una testimonianza sentita tra stima professionale, il legame con Dipignano e il valore autentico dell’amicizia.

DI FRANCESCO CAPOCASALE

A una settimana dalla scomparsa dell’Avvocato Antonio Testa, con maggiore serenità rispetto al momento in cui ho appreso la triste notizia, desidero ricordarlo sinceramente e senza retorica: un professionista serio e preparato, una persona perbene, corretta e coerente con il nobile sentimento dell’amicizia.

Antonio era capace di esercitare – sempre con stile e garbo – la dimensione del «paziente ascolto», prestando un’educata attenzione a chiunque si rivolgesse a lui. Nella sua attività forense è stato perseverante nella costante applicazione del principio della cosiddetta fairness, intesa come valore supremo di equità, correttezza e lealtà.

La sua scomparsa, preceduta da un male rapido e violento, ha suscitato nella comunità cosentina profonda tristezza e una forte partecipazione al dolore della famiglia, andando ben oltre la pur sentita vicinanza dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza. Una testimonianza evidente della stima e dell’affetto di cui ha goduto nel corso della sua vita.

Lo conoscevo da lungo tempo, uniti anche dal comune amore per Dipignano – mio paese natale – eletto da entrambi a «luogo del cuore», dove Antonio possedeva una casa e trascorreva le vacanze e molti fine settimana.

Vale per lui quanto scritto da Benedetto Croce: «La morte arriverà per metterci in riposo, togliendoci il compito a cui attendevamo, ma essa non può fare altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in ozio stupido essa non ci può trovare». Ed effettivamente Antonio, prima della malattia e persino durante il periodo delle cure – fin quando le forze glielo hanno concesso – non si è mai sottratto ai suoi doveri professionali, all’impegno verso la famiglia come marito e padre, e alla costante disponibilità verso i tanti amici ed estimatori.

Sul piano personale, faccio mie parole scritte da altri assai meglio di quanto potrei fare io: «Molte persone entreranno e usciranno dalla mia vita, ma solo i veri amici lasceranno impronte nel mio cuore». Per me Antonio è stato esattamente questo: un vero, autentico amico.

Alla luce di queste riflessioni e delle sue straordinarie doti umane, sono certo che il caro Antonio riposi ora nella pace dei giusti, confortato dalla certezza della Resurrezione: «Chi crede vivrà in eterno». Una speranza che sostiene tutti noi – familiari e amici – che lo abbiamo conosciuto e apprezzato durante la sua stagione terrena, conclusasi purtroppo troppo presto.

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