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“Le Madri Costituenti e il 25 aprile – La liberazione tra memoria e futuro”, a Lamezia Terme un grande incontro

Di Anna Maria Ventura

Il convegno “Le Madri Costituenti e il 25 aprile – La liberazione tra memoria e futuro”, trasmesso anche in diretta streaming, si è inserito all’interno della “Mostra sulle Madri Costituenti” ideata e organizzata dal Comitato Civico Se non ora quando? di Marzi, e resa itinerante grazie ad AIParC Cosenza.

La Mostra ha visto la sua anteprima nella stessa Lamezia il 24, nel Laboratorio d’arte di Rosella Cerra, in una cerimonia  inaugurale molto partecipata, organizzata dalla stessa Rosella Cerra e patrocinata da: Biblioteca e Casa Museo Gullo, SNOQ di Marzi, AIParC Cosenza e AIParC Lamezia Terme.

“Le Madri Costituenti e il 25 aprile – La liberazione tra memoria e futuro”, a Lamezia Terme un grande incontro

Da Lamezia proseguirà il suo cammino verso altre località della Calabria, fino al 2 Giugno, quando vedrà la conclusione a Casali del Manco (CS) nella Biblioteca Comunale di Spezzano Piccolo.

L’evento del 25 Aprile, ha compreso La Mostra e il Convegno. La Mostra collocata all’ingresso della Sala Sedna ha fornito il primo, forte impulso emotivo e culturale al pubblico convenuto, dimostrando chiaramente  come il valore della memoria storica è il fondamento dell’impegno civile e morale, e come il ruolo delle donne è stato cruciale nella costruzione della democrazia.

I lavori del Convegno sono stati aperti dai saluti istituzionali di Dora Anna Rocca, Presidente dell’AIParC Lamezia Terme e Fedra Tucci, rappresentante del Comitato Civico Se non ora quando? di Marzi.

La Tucci ha ritenuto opportuno presentare al pubblico il Comitato che rappresenta.

SNOQ di Marzi nasce sull’onda dell’omonimo movimento nazionale,  “Se Non Ora Quando”, che,  partire dal 2011, dopo una grande mobilitazione per la dignità femminile, continua oggi a promuovere valori come legalità, uguaglianza, solidarietà, sostenibilità ambientale e parità di genere.  Il nome si ispira a un famoso aforisma del Talmud, ripreso anche da Primo Levi, che invita all’azione immediata e responsabile.

Il Comitato di Marzi è attivo nel territorio del Savuto, ha continuato la relatrice, e si distingue per l’azione costante nella promozione della cultura dei diritti, della parità e della memoria storica delle donne. Nasce dall’impegno di un gruppo di donne desiderose di contribuire alla rinascita socio-culturale del loro territorio, specialmente dopo la pandemia.

Il comitato di Marzi collabora con varie associazioni per realizzare coperte per i senzatetto, difendere la sanità pubblica, favorire l’integrazione dei migranti, animare il borgo storico con rassegne cinematografiche a tema sociale.

Ha inoltre creato un laboratorio dedicato a Maria Chindamo, imprenditrice calabrese vittima di violenza mafiosa, simbolo di libertà e autodeterminazione femminile. Il laboratorio accoglie donne e persone sole, perseguendo l’impegno per una società più giusta e inclusiva.

Dopo la relazione di Fedra Tucci,è stato proiettato un video, curato dall’ente organizzatore, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio nella storia delle Madri Costituenti, mostrando volti, testimonianze e battaglie di chi, nel difficile dopoguerra, contribuì a costruire una nuova Italia democratica.

Particolarmente apprezzati sono stati gli interventi delle altre relatrici.  Rosa Principe (AiparC Cosenza) ha ricostruito il contesto storico in cui è nata la Costituzione italiana. Quando si scrisse la Costituzione italiana (1946-1947) ha esordito la Principe, a lavorare insieme furono principalmente tre grandi culture politiche, molto diverse tra loro: la cultura cattolica – rappresentata dalla Democrazia Cristiana e da esponenti legati al pensiero sociale della Chiesa; la cultura socialista e comunista che si rifaceva alle idee del socialismo e del marxismo, ma anche all’antifascismo operaio; la cultura liberale e azionista, che portava avanti i valori del liberalismo classico, del pensiero risorgimentale, del repubblicanesimo mazziniano e dell’antifascismo laico e democratico.

Queste tre “anime” – cattolica, socialista-comunista e liberale-democratica –, ha ribadito la Principe,  pur partendo da idee anche molto diverse, riuscirono a trovare un compromesso alto: scrivere una Costituzione di principi che garantisse diritti fondamentali e libertà, scongiurando il ritorno a esperienze autoritarie come il fascismo.

A seguire, Anna Maria Ventura (AIParC Cosenza)  ha proposto una riflessione su “Le Madri Costituenti e il 25 aprile”, evidenziando il contributo insostituibile delle donne nella Resistenza e nel processo costituente. “ Il 25 Aprile, ha detto la Ventura, rappresenta molto più di una data storica: è la testimonianza viva di un popolo che ha scelto la libertà, la democrazia e la dignità umana dopo anni di dittatura e guerra. In quella lotta di Resistenza, accanto agli uomini, ci furono tantissime donne, spesso dimenticate o confinate ai margini della narrazione ufficiale. Ma senza di loro, la Liberazione non avrebbe avuto la stessa forza, la stessa ampiezza morale e sociale.

Eppure, se il 25 Aprile è il giorno della Liberazione, il 2 giugno 1946 è il giorno in cui quelle speranze si sono tradotte in un progetto politico e giuridico: la nascita della Repubblica e la stesura della nostra Costituzione. È in questo passaggio che emergono le figure straordinarie delle ventuno madri costituenti, donne di diversa estrazione politica, culturale, sociale, ma unite da un comune desiderio: dare all’Italia un volto nuovo, più giusto, più umano, più libero. La loro fu una resistenza armata e civile, culturale e sociale”. A questo punto Anna Maria Ventura ha citato il libro di Nella Matta “In cammino verso i diritti . Le Madri Costituenti”.

“Questo volume non è solo un saggio storico, ma un atto di restituzione della memoria. L’autrice ci accompagna, con rigore e sensibilità, dentro le vite e le parole di quelle ventuno donne che, sedute tra i banchi dell’Assemblea Costituente, hanno dato voce a un’Italia che fino ad allora era rimasta in silenzio. Un’Italia femminile, spesso invisibile, ma determinante”.

“Sono ricche e povere, le nostre Madri Costituenti, continua la relatrice, colte e ignoranti e vengono da ogni parte del paese, hanno storie diversissime. Leggere le loro 21 biografie è tremendo e bellissimo insieme.
Tremendo perché hanno storie di carcere e stupri, di privazioni e paura, sono donne che non rivedranno i loro figli, o li dovranno spedire all’estero e li rivedranno grandi, sono storie di donne che si lanciano dalla finestra la sera prima dell’esecuzione capitale, storie di donne con la pistola nella borsa e il rossetto sulle labbra, staffette che portano notizie, e staffette che dentro un ufficio postale intercettano le denunce fasciste affinché i loro compagni abbiano il tempo di salvarsi”.

“Come sempre nelle storie di resistenza non sono solo loro: sono ciascuna delle loro sorelle, amiche, compagne, quelle vive e quelle morte, di cui abbiamo notizia e di cui abbiamo perduto il nome”.

A seguire l’intervento di Ada Giorno (AIParC Cosenza). La relatrice ha affrontato il tema “I diritti a tutela delle donne”, sottolineando quanto la parità, pur formalmente sancita, richieda ancora oggi una costante attenzione e difesa. Dal suo intervento si evince che la riflessione sui diritti delle donne, si intreccia con i grandi temi della filosofia: dignità, libertà, giustizia. Già nell’Antigone di Sofocle si intravede la figura femminile che rivendica un diritto superiore alla legge degli uomini. Da Kant, con il principio della dignità umana, a Mary Wollstonecraft, che afferma la razionalità e l’uguaglianza delle donne, si sviluppa l’idea che i diritti siano fondati su una comune umanità.

Nonostante le rivoluzioni moderne abbiano proclamato i diritti universali, la donna è rimasta a lungo esclusa, come sottolineato da Olympe de Gouges. Solo nel Novecento, con pensatrici come Simone de Beauvoir, emerge una critica radicale alla cultura che ha relegato la donna a “secondo sesso”.

Difendere i diritti delle donne, da un punto di vista filosofico, ha significato l’intervento della Giorno,  non è un gesto di concessione, ma un atto di giustizia: è riconoscere l’umanità piena di ogni individuo. Come insegna Hannah Arendt, il diritto di avere diritti appartiene a tutti, senza distinzione, e fonda la possibilità stessa di una società giusta.

Dopo questi approfonditi interventi, è stato presentato il libro di Nella Matta “In cammino verso i diritti – Le Madri Costituenti“, edito da Jonia Editrice. Dora Anna Rocca ha introdotto l’opera, che raccoglie con rigore e sensibilità storica le vicende delle 21 Madri della Repubblica. L’autrice, presente all’evento, ha dialogato con la stessa Rocca, raccontando il suo percorso di ricerca, mosso dalla volontà di rendere giustizia e memoria a donne straordinarie spesso dimenticate dalla narrazione ufficiale.

Il convegno si è chiuso in un clima di forte partecipazione e commozione, grazie anche alla Mostra che, con la sua immediatezza visiva, ha permesso di mantenere viva la presenza simbolica delle protagoniste della nostra storia costituzionale.

In un momento storico in cui la difesa dei principi democratici appare più urgente che mai, eventi come questo confermano il ruolo fondamentale della memoria, della cultura e dell’impegno collettivo per costruire un futuro più consapevole e giusto.

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