Stamattina Longobucco, centro situato nel cuore della Sila cosentina attraversato dal fiume Trionto, è stato sede di un’animata protesta che ha coinvolto un insieme di lavoratori al momento disoccupati e in preda alla disperazione i quali hanno richiesto di incontrare il governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio. Un gremito gruppo di dimostranti, dopo aver protestato a viva voce nella sala consiliare dell’edificio comunale, ha invitato a partecipare alla manifestazione i colleghi disoccupati dei paesi limitrofi di Bocchigliero e Campana. In merito all’accaduto si è espresso il primo cittadino di Longobucco, Luigi Stasi, il quale si è rivolto con una missiva ad Oliverio nonché al prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, affinché si intervenga per garantire la risoluzione della questione. Il sindaco ha precisato che sarebbe auspicabile che le autorità regionali proponessero una vivace sensibilizzazione della questione al Governo Nazionale al fine di promuovere “una politica duratura fatta di interventi legislativi immediati possano far fronte alla grave crisi economica ed occupazionale che investe la Regione”.

Come noto, la Calabria e non solo i longobbucchesi vivono una situazione di stallo lavorativo che ha messo in ginocchio molte famiglie e professionisti costretti ad emigrare a seguito della crisi nazionale anche all’estero; i toni di malessere si stanno esasperando e dunque si profila sempre maggiormente come importante, come ha specificato nella lettera Stasi, la necessità di “ un incontro urgente finalizzato ad individuare misure concrete per accogliere le richieste dei manifestanti e dei sindacati ed alleviare il dramma della disoccupazione”. “I senza lavoro longobucchesi – ha dichiarato il Sindaco – vogliono denunciare la grave situazione economica che ormai da diversi anni attanaglia i giovani e le famiglie del territorio, costringendoli a vivere in condizioni precarie, senza alcun reddito e senza alcuna prospettiva di una occupazione stabile che possa garantire un’esistenza dignitosa ed adeguata alle esigenze attuali”.
La disoccupazione, fenomeno continuativo e al medesimo tempo attraversato da una molteplicità di ambivalenze, continua ad essere caratteristico della Calabria dove si profila con un tasso tra i più elevati delle regioni italiane. Esso è accresciuto fino al 2015, anno in cui ha toccato la punta imbarazzante del 65%, secondo una ricerca sulla situazione economica della Regione condotta dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
Un problema quello della disoccupazione cruciale che merita di essere affrontato con estrema priorità e che necessita di una politica interventistica forte ed incisiva. In Calabria, dove la situazione potrebbe essere migliorata attraverso la valorizzazione del territorio, il flusso di turismo supera solo quello di Abruzzo, Valle d’Aosta, Basilicata e Molise mentre dal punto di vista demografico gli ultimi dieci anni calabresi ovvero quelli che vanno dal 2006 al 2016, ritraggono una netta diminuzione in termine di nascite pari a 2.504 unità, segni che la disoccupazione sortisce effetti sempre piu’ problematici.
“La situazione, in effetti, nella zona della Sila Greca sta diventando ogni giorno sempre meno sostenibile e le tensioni sociali incominciano a manifestarsi sempre di più numerose e complesse; ne è prova –ha concluso il Sindaco Stasi – la concomitanza delle manifestazioni di protesta in atto anche nei paesi vicini di Bocchigliero e Campana”.
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