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Polizia Stradale

LSU e LPU bloccano svincolo A3 di Cosenza Nord, forti disagi per gli automobilisti

Dura la reazione degli LSU ed LPU calabresi che dopo la decisione negativa del Senato su un emendamento relativo ai lavoratori precari calabresi, hanno proceduto con il blocco dell’A3 provocando lunghi incolonnamenti tra gli svincoli di Cosenza nord e Cosenza sud

Svincolo autostradale di Cosenza Nord della Salerno-Reggio Calabria, bloccato per una manifestazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità calabresi che hanno reagito così alla decisione del Senato di non inserire il decreto in favore degli Lsu-Lpu nel decreto legge sugli enti locali.

Polizia - LSU e LPU bloccano lo svincolo A3 di Cosenza, forti disagi per gli automobilisti
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La protesta che è tuttora in corso sta causando forti disagi alla circolazione dei veicoli su entrambe le carreggiate della A3 che è stata provvisooriamente chiusa al transito fra i km 245 e 259.

L’Anas ha comunicato che per i veicoli diretti a nord, l’uscita obbligatoria è allo svincolo di Cosenza Sud con rientro sulla A3 allo svincolo di Montalto mentre per i veicoli diretti in direzione sud, l’uscita obbligatoria è allo svincolo di Montalto, con rientro sulla A3 allo svincolo di Cosenza Sud.

Sul luogo squadre Anas e della Polizia Stradale stanno lavorando per cercare di garantire la circolazione dei veicoli in tutta sicurezza.

Mario Oliverio
Mario Oliverio

Intanto però montano le polemiche riguarda la decisione del Senato ed in particolare, giunte sia da parlamentari del Pd così come dallo stesso Presidente di Regione Mario Oliverio che aveva dichiarato «Quanto sta succedendo al Senato sulla vicenda degli Lsu calabresi è un fatto di inaudita gravità. Si impedisce ai Comuni calabresi di portare a compimento il percorso di contrattualizzazione di 5.000 lavoratori precari a cui sono affidate le fondamentali attività di erogazione dei servizi primari nei nostri territori».

«Sono lavoratori – aggiunge – che da oltre vent’anni sono tenuti in una condizione di precarietà che assorbe ingenti quantità di risorse finanziarie pubbliche. Oggi non proponiamo un aumento ma una ottimizzazione della spesa. Quasi a costo invariato vogliamo garantire certezza ai Comuni sui servizi e riconoscere diritti elementari a lavoratori che hanno di fatto impiegato la loro vita alla dipendenza della Pubblica amministrazione e che oggi, stando così le cose, non hanno neanche la garanzia dell’accesso alla pensione. Il Governo nazionale dovrà assumersi le proprie responsabilità: favorire e non bloccare un processo di riordino e trasparenza. Da Roma si debbono limitare ad autorizzare la spesa di 38 milioni di euro che sono a totale carico della Regione. Si dovrà impedire che i Comuni siano bloccati dalla tagliola del Patto di stabilità. Una norma legislativa autorizzativa di cui, se non fosse stata richiesta dalla burocrazia ministeriale, non ci sarebbe stato nemmeno bisogno».

«La Calabria – dice ancora Oliverio – non può essere bloccata da una burocrazia statale forte con i deboli e debole con i forti. Forse la Calabria di fronte al Paese non è mai stata con le carte in regola come questa volta. Per quanto mi riguarda andrò fino in fondo. Verificherò tutte le strade possibili, anche quelle eventualmente alternative alla norma autorizzativa. Non lascerò nulla di intentato per poter difendere il diritto dei Comuni calabresi e dei lavoratori. Se dovessi essere costretto dalla permanenza delle pastoie burocratiche e dal silenzio del Governo, non esiterò ad assumere iniziative clamorose a difesa della Calabria e dei lavoratori calabresi».

A causa della protesta si registrano già lunghi incolonnamenti tra gli svincoli di Cosenza nord e Cosenza sud, con pesanti disagi per gli automobilisti.

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