Si è tenuto ieri 17 maggio, nella sala delle associazioni del Comune di Castrolibero, un significativo convegno che si è occupato del delicato argomento delle madri assassine
Il convegno “mater vs filius – conflitto o sconfitta?”, snello e ben organizzato, ha tracciato la figura delle madri assassine, ne ha approfondito le problematiche e ha offerto interessanti risposte alle tante domande che nascono proprio davanti ad una realtà così cruda, talvolta molto lontana dal proprio vivere, ma tremendamente attuale.

Il convegno è stato tenuto da un parterre di tutte donne, che con competenza e passione, hanno dato un significativo contributo su un argomento molto crudo e spesso trattato con superficialità nei “talk show”.
Al meeting sono intervenute due eccellenti psicologhe, la Dott.ssa Maria Esposito e la Dott.ssa Angela Terranova, che si sono occupate di disquisire sulla parte prettamente tecnica dei comportamenti delle madri assassine, delle problematiche che portano a gesti così estremi, e delle patologie psichiche che spesso sono alla base di comportamenti disturbati e deviati e che finiscono per compromettere completamente i comportamenti delle madri nei confronti dei propri figli.
La Dott.ssa Esposito ha tracciato un confronto tra due madri assassine, Annamaria Franzoni e Veronica Panarello, sottolineando come a volte può accadere che il grande senso di colpa possa portare alcune madri a dimenticare di aver commesso un reato così atroce nei confronti di un figlio. Ha poi spiegato ad una sala gremita di gente attentissima, il significato delle tavole di Rorschach, che rappresentano proprio un test fondamentale che gli psicologi competenti utilizzano, per capire se un soggetto può o meno essere psicotico.

La Dott.ssa Terranova invece si è occupata di spiegare tutte le diverse definizioni dei reati che vengono commesse dalle madri assassine nonché le innumerevoli cause che portano una madre a compiere un gesto di violenza estrema sulla vittima, che poi è suo figlio. Neonaticidio, infanticidio, figlicidio e le differenze psicologiche che esistono nell’uccidere un neonato rispetto ad un individuo con il quale si è instaurato già un rapporto di mesi, o di anni. Ha poi elencato tutte le conseguenze che si attivano nella vita di una donna che uccide.
A moderare e a rendere perfettamente equilibrato il convegno, c’ha pensato la Prof.ssa Anna Rovito, docente di storia e filosofia presso il liceo Pitagora di Rende e responsabile del centro studi “Omnia Omnibus” che insieme all’associazione “la bottega degli Hobbies” e al Comune di Castrolibero, ha fortemente voluto che questo convegno di svolgesse ancora, dopo quello del 27 marzo svoltosi in Montalto Uffugo.

E’ stata proprio la professoressa Rovito, che dopo aver relazionato su Medea in Euridipe e Pasolini, ha messo in evidenza il ruolo fondamentale dell’amore e dell’equilibrio all’interno di una famiglia, affinché si possano crescere bambini e ragazzi che diventino adulti consapevoli di se, e che non incorrano in difficoltà non solo emotive ma in vere incapacità di affrontare le problematiche come tradimento, abbandono e colpe, che si tramutano poi in atti atroci verso i propri figli, o verso le persone con le quali si sceglie un percorso di vita.
Momenti molto significativi e toccanti, durante il convegno, come quando la poetessa Emanuela Rovito ha recitato alcune delle sue poesie, legate proprio alla figura della madre assassina. Poesie recitate magistralmente che raccontano l’amore e le sensazioni di un figlio, che ama sua madre visceralmente e che mai si aspetterebbe di essere ucciso dall’unico essere che al mondo che dovrebbe amarlo senza riserve, ed un’altra che mette l’accento proprio sull’incapacità di guardare…di guardare chi ci è vicino, ignorando non solo la persona stessa ma le sue esigenze emotive e psicologiche.

Al convegno era presente anche Antonio Strigari, che ha presentato un video sul percorso che una madre assassina compie, da quando mette al mondo suo figlio a quando viene additata come assassina, prima ancora di essere giudicata come colpevole, dalla legge.
Un seminario che si è concluso poi con la consegna degli attestati agli studenti che hanno preso parte ad un corso di fondazione presso il centro studi “Omnia Omnibus”.
Un pomeriggio di conoscenza e riflessione, dunque, con un convegno che lascia un segno tangibile in coloro che vi hanno preso parte. Un pomeriggio di riflessione sul ruolo delicato delle madri nella società, su quel ruolo guida, che si trasforma per cause spesso “certe” in quello di una assassina, restando così incastrata per sempre, in una vita assurda, fatta di sensi di colpa e di morte del cuore, talvolta dimenticata, semplicemente per poter sopravvivere.
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