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Mare sporco e depurazione: la gente protesta, il M5S incontra i sindaci

Il mare di Paola e dintorni è sporco e centinaia di persone protestano, formando una impressionante catena umana. Intanto i portavoce del M5S, incontreranno oggi i sindaci del tirreno

“Non importa se il mare è sporco un giorno, due o cento. Noi vogliamo il mare sempre pulito”. Questo lo slogan e il titolo dell’iniziativa popolare avviata sui social network che lo ha portato numerosissime persone sul lungomare di Paola, per protestare contro l’inquinamento del mare.

Mare sporco e depurazione: la gente protesta, il M5S incontra i sindaci - Foto Ansa -
Mare sporco e depurazione: la gente protesta, il M5S incontra i sindaci – Foto Ansa –

Tra loro turisti, cittadini e associazioni, che hanno formato una vera e propria catena umana, sulla battigia, lo scorso sabato 8 agosto.

L’appello, sostenuto tutti insieme, arriva affinché si provveda definitivamente a risolvere il problema dei depuratori. Nelle ultime settimane infatti, il mare della zona è risultato talmente sporco, che anche la Procura locale, ha aperto un’inchiesta.

Gli inquirenti avrebbero difatti scoperto che il depuratore locale, tra giugno e luglio, avrebbe sversato acque reflue senza alcun trattamento. Tre persone risultano indacate, tra cui il sindaco di Paola e il responsabile del depuratore.

Questo problema della depurazione in mare, ha reso urgente un confronto con i sindaci del tirreno, che per primi hanno la responsabilità amministrative dei sistemi di depurazione, ma che troppo spesso, hanno lamentato di essere soli di fronte alla problematica, che andrebbe affrontata anche a livello regionale e nazionale.

Oggi infatti, lunedì 10 agosto, intorno alle 11,30 a Cosenza – presso l’ufficio territoriale di Corso Mazzini – Laura Ferrara e Paolo Parentela, portavoce del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo ed Italiano, incontreranno i sindaci del litorale tirrenico calabrese.

L’incontro, al quale prenderanno parte diversi primi cittadini, permetterà di capire qual sia stato il disguido che non ha permesso finora la risoluzione del problema legato alla depurazione che, anziché essere contenuto e affrontato fino a scomparire, si è allargato a macchia d’olio anche in territori finora incontaminati, fino a qualche tempo fa “fiore all’occhiello” del turismo calabrese.

Diversi i milioni di euro stanziati per la manutenzione e le opere straordinarie degli impianti di depurazione, prima con il Por 2007-2013 e in ultimo gli otto milioni di euro che la Regione Calabria, solo a giugno, ha inviato ai Comuni.

Nonostante questa pioggia di fondi “la Calabria – dichiara l’europarlamentare Laura Ferrara – è in coda alla lista delle regioni italiane per qualità della depurazione delle acque dei Comuni. Troppi sono ancora gli impianti obsoleti, malfunzionanti o incompleti, tanti quelli sottoposti a sequestro per anomalie e irregolarità. Ci sono inoltre le sanzioni dell’Unione europea per il mancato superamento delle criticità ambientali create dall’inquinamento di fiumi, torrenti e anche del mare”.

“Al cattivo funzionamento dei depuratori esistenti – spiega il deputato Paolo Parentela – si aggiunge il problema degli scarichi abusivi in mare e delle abitazioni non connesse alla rete di depurazione. Tutto questo spiega la disastrosa situazione dei nostri mari. Per questa ragione – continua – ho chiesto al governo di eseguire una mappatura subacquea completa che permetta di individuare la presenza di condotte non segnalate o volutamente occultate”.

L’incontro di oggi dunque, impegnerà tutti affinché si individuino le cause precise e le possibili soluzioni, affinché questa sia l’ultima estate di mare non vivibile.

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