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Marulla segna e vola e la curva si innamora

365 giorni senza una leggenda. Alla ricerca delle parole giuste per ricordare Gigi Marulla.

“Napolitano, pallone per Marulla, attenzione, Marulla…tiro, gol, gol di Marulla!”. La voce di Bruno Pizzul a raccontare un momento storico della Cosenza sportiva, voce che per diversi secondi venne surclassata dal boato della curva riservata ai supporters silani (clicca qui per rivedere ancora una volta il gol). Due scatti in pochi secondi, quello che consentì a Gigi di bruciare la retroguardia avversaria, e quello, ancor più emozionante, per andare ad esultare in maniera sfrenata insieme alla sua gente. Alzi la mano chi, tra i tifosi rossoblu, non ricorda nei dettagli quegli attimi in cui il nostro capitano realizzò il suo capolavoro spedendo la Salernitana nell’inferno della Serie C. Non può che partire da qui il ricordo di Gigi Marulla, dal 26 Giugno 1991. C’è chi ha avuto la fortuna di assistere dal vivo a quella prodezza, viaggiando alla volta di Pescara per piangere di gioia dopo più di 100 minuti di partita. C’è chi come me, per la tenera età, si è dovuto accontentare di guardare tutto alla tv. Emozione e gioia non furono da meno, ricordo esattamente dove mi trovavo e l’entusiasmo incontenibile che mi travolse.

Gigi Marulla, nel giorno del centenario del Cosenza
Gigi Marulla, nel giorno del centenario del Cosenza

Marulla e Cosenza, Cosenza e Marulla, una simbiosi che esplose in quel preciso momento, e che, a distanza di 25 anni, non si è mai indebolita, nemmeno per un attimo. Quante volte vi è capitato di leggere sui muri della città frasi come “Marulla sindaco, Dio benedica Gigi Marulla ecc.”. A tutta questa, apparentemente esagerata, divinazione c’è una spiegazione. GM9 non smise mai di buttare il cuore oltre l’ostacolo per questa maglia. Tanto sudore, tanto impegno, tanto attaccamento. Idolo in campo la domenica, riusciva ad assumere i tratti di una persona umile nei restanti giorni della settimana, quando lo si incontrava a passeggio per quella che non è stata la sua città di nascita ma è diventata la sua città di adozione. Marulla non è mai stato una persona normale per Cosenza, ma questo non gli ha impedito di comportarsi da persona normale. Così è diventato uno di noi. In mezzo ad una valanga di gol, il buon Gigi aveva realizzato un altro mezzo miracolo da consegnare agli annali. E’ lo stacco imperioso con cui la buttò dentro a Padova, vanificato pochi minuti più tardi dal comportamento non irreprensibile di alcuni suoi compagni dell’epoca. Al termine della sua gloriosa carriera fece del tutto sua la città che per tanti anni l’aveva osannato su un campo di calcio. I suoi tifosi divennero suoi amici. Tutto ciò ha raddoppiato il dolore nel momento agghiacciante della sua prematura scomparsa.

Così come non dimenticheremo mai con chi eravamo e dove eravamo nel momento dei suoi gol, purtroppo ricorderemo per sempre con chi abbiamo condiviso il dolore nel momento in cui è stata divulgata la triste notizia. Tutti sanno chi è Gigi Marulla, tutti se ne accorsero nel giorno del suo ultimo saluto. Perchè Gigi, al contrario di tanti altri, non ha avuto bisogno di passare a miglior vita per diventare un mito. Lui un mito lo era già prima, lo è tuttora e sempre lo sarà. CI MANCHI CAPITANO!

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